mercoledì 30 dicembre 2009
capodanno
capodanno... come quello che dovetti affrontare con il pensiero di Titi, malata e sola, a letto nella sua casa fredda. anche quella sera ero andato a trovarla e l'avevo vista molto male, febbricitante e quasi fuori di testa. si era consolata con un pezzo di cioccolata, che per meta' si era sciolto tra le coperte ( che fredda quella stanza riscaldata con una vecchia stufa a legna... se non eri sempre li' a riempirla diventava una ghiacciaia...).
capodanno, come quasi tutti gli anni... uno sguardo scambiato con mia madre, tutti e due con gli occhi appena un po' arrossati ... un TANTI AUGURI reciproco e poco convinto (quasi in soggezione)... e lo stesso con mio fratello... anzi - se possibile - cercheremo addirittura di essere isolati allo scoccare dell'ora ,per soffrire singolarmente quel momento... beh, sicuramente saro' in compagnia del mio lupo bianco, tremante e spaventanto per i maledetti botti. gli diro' "tanti auguri Bill! chi sa se il prossimo anno saremo ancora insieme?"
domenica 27 dicembre 2009
another Christmas's gone
another year's almost over
and i'm still here looking for my own
like a dry summer waiting for a shower
venerdì 25 dicembre 2009
vacanze di natale
di giorno - dicevo - sugli sci... noi bambini saliremo tutti insieme sulla Cesira, la renault 4 rosso amaranto del papa', schiacciati come acciughe ma felici, che ci portera' a Balme; dietro la carovana di macchine dei genitori degli altri. non ci vado matto a sciare e sono un po' la vergogna della famiglia, io figlio di un maestro, pero' mi piace stare con gli altri, fare le mie discese con calma e molte fermate, ogni tanto una sosta per un panino... e poi le risalite sullo skilift cantando a squarcia gola le ultime canzoni di canzonissima, che ogni tanto c'e' qualcuno che mi guarda come fossi un matto... oppure giocheremo magari a pallone nel campo da bocce innevato... anche li', sono un pessimo giocatore... mi metteranno in un ruolo dove posso fare pochi danni, magari in difesa dove riusciro' comunque a fare almeno un autogoal, ma non importa, quel che conta e' stare in compagnia!
mi piace molto stare con Roberto; e' molto carino, gentile, garbato ed anche i suoi lo sono e anche lui, come me, preferisce i giochi piu' tranquilli! peccato che e' un maschietto come me!... pero' mi piace molto anche la compagnia di Marina e Paola e loro sono delle femmine e dunque potrebbe anche essere che poi da grandi - non so bene come funziona, ma... - potrebbe anche essere che ci sposiamo!...
vabbe'... ognitanto dovremo anche pensare a studiare e a fare i compiti, pero'!...
peccato che il tutto durera' solo per due settimane e poi dinuovo tutto solo, del resto "l'epifania tutte le feste se le porta via!"... e so gia' che la sera del sei gennaio saro' tristissimo, non solo perche' il giorno dopo si ritorna a scuola, ma soprattutto per questo improvviso ripiombare nella solitudine.... meno male che pero' quella sera in tv ci sara' la finale di canzonissima ed io saro' la' davanti a fare il tifo per Orietta!
martedì 22 dicembre 2009
una preghiera
Si dice che tu parli,
ma non ho mai udito la tua voce.
Le sole voci che odo sono delle voci amiche,
che mi rivolgono parole preziose.
Si dice che tu cammini al nostro fianco,
ma non ti ho mai scoperto
ad intrecciare i tuoi passi con i miei.
I soli compagni sono delle creature fraterne
che condividono la pioggia, il vento e il sole.
Si dice che tu ci ami,
ma non ho mai visto la tua mano
posarsi sulla mia spalla.
Le sole mani che scopro sono delle mani fraterne
che stringono, consolano, accompagnano.
Ma se sei tu, mio Dio,
che mi offri queste voci, questi compagni, queste mani,
allora, nel cuore del silenzio e dell'assenza,
tu diventi,
attraverso tutti questi fratelli,
Parole e Presenza.
Che tu sia benedetto, mio Dio, mio Signore!
domenica 20 dicembre 2009
lou coumpagn dl'om/il pettirosso
forse e lii bastet ve'
por sintii menu freet
ouro' que quasi e neet.
Pe' quant que saiou
ou scapet sbaruva'
me que voudri' famlou amis
que ou'moustreiset a voula'.
Al miei briotes
ou sount soun dinar
sue coulour la mio spronsi
ansembiou au soun tchanta'.
Traduzione
Lui guarda dentro
forse gli basta vedere
per sentire meno freddo
ora che quasi nevica.
Poi quando esco
fugge spaventato
e pensare che vorrei farmelo amico,
che mi insegnasse a volare.
Le mie briciole
sono il suo pranzo,
i suoi colori la mia speranza
insieme al suo cantare
un piccione...
mi immedesimo in lui...
un regalo di Natale
Giocattoli in vetrina
bambini che li guardano
col naso contro i vetri
che si appannano.
Gente quasi felice
che si saluta e ride
fanno finta di niente, ma si aspettano
forse qualcosa di speciale, forse un regalo di Natale...
... E per quest'anno poi se mi vuoi ricordare
fammi pensare quando parlavamo,
quando davanti al fuoco mi sedevo ad ascoltare
e poi correvo a dirti BUON NATALE...
Bella, molto bella! Mi ricorda in miei "Natali" di una volta... E -senza volermi paragonare a Bertoli - richiama il testo di una mia canzone, scritta anni fa', in tempi non sospetti, quando comunque ancora non avevo ancora ascoltato il pezzo in questione e che parla della mia nonna...
Si intitola NENA e ad un certo punto dico:
I capelli d'argento e il vestito nero
i sapori dell'orto e il profumo del fieno
e le sere d'inverno davanti al camino
una nonna racconta, l'ascolta un bambino...
sabato 19 dicembre 2009
quasi un bimbo...


la sera invece e' lui che mi viene a chiamare. dopo cena e un poco di tv me lo vedo arrivare. si piazza davanti a me e mi fissa con i suoi grandi occhioni, come per dirmi "non ti sembra il caso di andare a nanna?". allora mi alzo e lui mi precede sulle scale, una nasata alla porta e va diretto alla sua cuccia.
... ed e' sempre lui che al mattino mi viene a dare il buon giorno. la prima ad alzarsi e' sempre la mamma. lui viene a guardarmi, io ancora faccio finta di dormire e allora lui si accuccia di fianco al mio letto ed aspetta pazientemente che lei sia pronta, poi scende ed esce. una volta fuori si fa sentire, abbaia un po' di volte al mondo, come per dire "eccomi di nuovo qui!". fa il suo giretto e poi ritorna e sale in camera a svegliarmi , baldanzoso e felice, la coda che vince, mi ruba una ciabatta ed aspetta le mie coccole...
mercoledì 16 dicembre 2009
Le Autorita'
Con gli occhi del bambino, quest'ultima era per me la piu' importante. Tutti gli anni veniva cambiata, tutti gli anni una faccia nuova, tutti gli anni una nuova conquista da fare. Era di solito una giovane ragazza al primo incarico, che arrivava confusa e spaesata in questo piccolo posto fuori dal mondo; prima esperienza una pluriclasse... Non male!!! Faceva un po' di tenerezza ai grandi, per noi bambini era invece una figura sia da amare che da temere; da amare perche' un mix tra una mamma ed una sorella maggiore e poi era comunque il simbolo della sapienza e comunque arrivava "dalla citta' " e dunque da un mondo sconosciuto, da temere perche' comunque rappresentava un traguardo da raggiungere e non era detto che sarebbe stato facile. Spesso era anche una bella ragazza e i giovani locali si facevano delle fantasie.
Figura ancor piu' importante agli occhi di tutti era il prete, che aveva sicuramente agganci importanti, che parlava con Dio e che secondo i piu' vecchi - volendo - poteva anche "fare la fisica", dunque, meglio tenerselo buono!
Splendido personaggio della mia infanzia e gioventu' e' stato Don Botta, che e' stato parroco in paese per piu' di venti anni. Una figura tipo Don Camillo: grande umanita', severo a volte (ma non troppo), altre volte allegro. Ha fatto un mucchio di cose per la sua comunita': un piccolo cinema parrocchiale ora chiuso, dove venivano proiettate in "ante-ultimaspeciale" pellicole diverse (naturalmente dietro sua censura); tutti gli anni organizzava la gita scolastica di fine corso, naturalmente in un posto dove c'era anche un santuario... fu grazie a lui che vidi per la prima volta il mare. Ah quelle levatacce per raggiungere il mare lontano e durante il viaggio i canti e i cori... Mi chiamava "l'usignolo della compagnia"... E lui - Don Botta - era un tipo da compagnia. Non disdegnava un invito a pranzo e alla fine del pranzo, magari in occasione di un banchetto di nozze e dopo qualche bicchiere di buon vino, giu' a cantare anche lui... Ricordo che una volta lo sentii intonare "Bandiera rossa".
Ricordo in particolare due simpatici aneddoti... Era il periodo delle Brigate Rosse: attentati, morti,rapimenti... Con le mie orecchie sentii questo scambio di battute "Ah se li prendessero!Li ammazzerei tutti!" "Ma come Don Botta! Proprio Lei che parla e predica il perdono dice che li ammazzerebbe?" "Certo che li perdonerei, ma dopo averli ammazzati!"...
Divertente anche quando mi convoco' in occasione del mio concorso per l'assunzione in banca... Il giorno prima della prova orale mi chiamo' in canonica. Fece uscire Matilde (la Perpetua), che non doveva sapere. Doveva dirmi una cosa segreta ed importante e nessuno doveva sentire "Sai ho saputo cosa ti chiederanno domani " "Davvero Don Botta?! Grazie!" "Si',ti faranno domande di diritto, ragioneria e tecnica bancaria!". Sono sicuro che non mi stava prendendo in giro; per lui erano delle parolone e certamente era convinco di avermi detto chi sa quali cose!... Ad ogni modo il concorso ando' bene e certamente in qualche modo lo devo anche a lui (che aveva comunque le sue conoscenze).
... E quando ci brucio' la casa!... Si era offerto di prestare dei soldi ai miei senza interessi! Quello si' che era un vero uomo di fede!
Titi
17 dicembre 1905... Domani sarebbe il suo compleanno! Sulina, per me e mio fratello Titi, zia acquisita di mia madre. Insieme alla mia nonna materna (Nena) e' stata per me una seconda madre. In effetti, per lei che era da sola, ero come un figlio. Quanti vizi!... libri di fiabe illustrate quando veniva a prendermi all'asilo, soldini con i quali mi compravo dischi (i mitici 45 giri), la cioccolata calda o lo zabajone con il vino o le frittelle di mele a merenda, la mia prima macchina fotografica (una piccola agfa) come premio per l'esame di terza media, un orologio d'oro (che poi di oro non aveva nulla) e cioe' una patacca che si era presa da un "marocchino"... E la torta che mi fece fare da Michel d'Gnasi in occasione della mia prima comunione e che mi dovetti accontentare di gustare da solo, in piedi davanti allo specchio nel corridoio (era un giorno di trambusto e i miei non potevano certo badare a me, del resto erano altri tempi e non si usavano ancora tutte quelle "cazzate" di adesso)...Fino a quando e' stata bene era il ritratto della salute; grassottella, viso tondo e sorridente, sempre allegra. E' stata lei ad insegnarmi a ballare. Ricordo, a volte, lei lavava i piatti ed io li asciugavo e intanto cantavamo insieme... lei vecchie canzoni (Creola/La miniera/Il tango delle capinere), io le canzoni di allora, soprattutto quelle della Berti... E le piaceva sentirmi cantare e le piaceva guardarmi ballare... Sono sicuro che sognava per me i miei stessi sogni! (le ho dedicato una canzone "Se diventassi qualcuno", che sembra una canzone d'amore e invece...). E faceva spesso da paciere... quante volte mi ha difeso, quante volte - come tra incudine e martello - si e'messa in mezzo e mi ha evitato le botte dei miei. Piu' povera che ricca, le piaceva comunque un certo decoro ed era buona cliente di "Tutto si regala"... ricordo una bellissima camicia a fiore provenzale arancione su fondo verde che mi regalo', comprandola appunto a quel banco. Ho dei rimpianti, le ho voluto bene, ma avrei dovuto fare di piu'... Ma dei rimpianti e rimorsi parlero' un'altra volta! Tristissimi i suoi ultimi anni. Dopo alcuni ricoveri, quasi ceca e sola... Aiutata si' da me e mia madre, tutti i giorni, piu' volte al giorno, eravamo da lei, ma - ripeto - con il senno del poi, avrei dovuto fare di piu'... Stravedeva per me e ingigantiva tutto cio' che mi riguardava... Come quella volta che andai in Belgio... Lei era in ospedale e - ahi la sua geografia - aveva raccontato a tutti che ero in India. Quando tornai ed andai a trovarla, la suora - che prima non voleva lasciarmi entrare perche' mi aveva scambiato per il rappresentante di ventriere - quando seppe che io ero il "famoso" nipote, mi chiese appunto dell'India e del viaggio... Giorni tristissimi i suoi ultimi giorni, la radio sempre accesa, le pile scariche, un brusio di compagnia e - immagino - tanti ricordi!...
Titi, che mi aveva dato in uso una stanza della sua piccola casa del Prussello (il vecchio "Masel"), che io avevo adibito a Cappella nel periodo che volevo farmi prete e dove tutti i giorni dicevo la messa, con tanto di chierichetti e con il "benestare" di Don Botta e della Superiora, che mi regalavano immagini, stendardi e statuette. Ricordo che nel masel c'era anche una vecchia pianola a manovella, poi malamente venduta ad un robivecchi... anche lei con una sua storia...
Dicono che da giovane fosse stata un tipo "anche troppo allegro", che avesse sbagliato... ma io dico CHI NON HA SBAGLIATO SCAGLI LA PRIMA PIETRA!
Ciao Titi. Tanti auguri!
Dalla casa di Titi:
Balaustra in legno scolpita a mano, ora al museo della Montagna.




martedì 15 dicembre 2009
domenica 13 dicembre 2009
nevica (2)
vorrei guardare con te la neve che scende,
cosi' come due innamorati guardano la luna
e dalla luna si fanno guardare,
cosi come due innamorati guardano un tramonto
e si fanno piu' vicini...
nevica

immagina... una nevicata che te ne ricorda mille altre; tornano in mente storie e momenti diversi, persone care che non ci sono piu', sogni e illusioni perdute nel tempo.
anni fa', durante un'altra nevicata, scrissi una poesia. era una nevicata di febbraio, di quelle con grandi fiocchi che rendono, non come quella di adesso... quella fu comunque una poesia che mi diede qualche soddisfazione. la mandai ad un concorso e vinsi... non fu un voler ostentare, ma semplicemente mi sembrava una cosa bella e le cose belle hanno un senso solo se le puoi condividere con qualcuno... e infatti fu cosi'. la poesia fu pubblicata anche su alcuni gornali a livello provinciale e fu una vera emozione quando due ragazze torinesi vennero a cercarmi... volevano conoscermi, avevano letto la mia poesia e soprattutto l'aveva letta il loro papa', che se ne era innamorato... "ne hai scritto delle altre? hai pubblicato una raccolta? sai ci piacerebbe tanto regalarla al nostro papa'!". non me l'aspettavo, mi venne quasi voglia di piangere...
ma... ecco la poesia in questione - che e' in patois - e la sua traduzione in italiano, dove naturalmente perde in metrica e musicalita'... si intitola "e neet" e cioe' "nevica"
lou coumpagn dl'om ou tchantet
'sna brantchi davisin a la coo
antlou silensiou es sintet na stisi
dla nee qui coulet pion pion
an fioc asl'autrou e fora est dgio tout bionc.
y ot at paseres pla vii
ouro voudri n'autra ista
me que em piasit la nee
quant qu'y erou quiti'.
lou tchin ou beiguet al parpavoles vinir gius
quiol ou voudrit sair
me lii duvertou ma ou s'fromet
ou sat que dje dabseugn ad coumpagnii
il pettirosso canta
su un ramo vicino alla casa
nel silenzio si sente il gocciolio
della neve che si scioglie piano piano
impronte di passi per la strada
proprio io
che tanto amavo la neve
vorrei invece adesso un'altra estate
il cane guarda le grandi farfalle che scendono
certo vorrebbe uscire
gli apro la porta ma non si muove
lui sa che ho bisogno della sua compagnia
domenica 6 dicembre 2009
il leone nel giardino
guarda l'inverno coi suoi occhi di vetro,
tardivi boccioli di rosa
a fargli compagnia.
Scheletri vivi
gli alberi del bosco,
intanto che il cielo
di bianco e grigio si accende.
Finestre chiuse
sopra un un falo' di foglie estive
e il crepitio del fuoco
scalda il silenzio.
la prima delusione
sabato 5 dicembre 2009
luci di Natale
confondono
invece di aiutarti in questa notte.
bello era il fioccare della neve
filtrato dalla luce dei lampioni.
ora soltanto falsita'
la' dove un tempo
era la poesia.
aspettando Natale
... E la novena di Natale, l'attesa, il muschio, il presepe, le cartoline!
Ecco, quella delle cartoline era la mia mania... Ne spedivo tante, ne ricevevo poche... Ora non ne scrivo piu'.
Wow...Voglio tornare bambino!
sole di mezzogiorno
timido sole, ma ora - a mezzo giorno e poco piu' - anche il sole fa la sua pausa pranzo e si nasconde dietro alla montagna per riapparire poi per un'oretta ancora...
domenica 22 novembre 2009
L'Elvira
Il bosco e' arrugginito e il cielo pieno di nuvole.
L'Elvira porta al pascolo le mucche ed il suo gruppo di capre bianche; la sento urlare sin da qui - dall'altra parte del torrente - l'Elvira, la selvaggia, quella che se ti avvicini si nasconde...
Chi sa? Forse ha ragione lei a vivere cosi'...
Nutchiou
La disgrazia era successa quando era ancora piccolo. Un tetto aveva scaricato tutto il suo peso di neve su quel bambino che si trovava a passare li' sotto. Era tutto rotto ed anche la testa aveva avuto degli strascichi. Col tempo era tornato a camminare in modo claudicante e a parlare, ma in maniera stentata.
Comunque fosse, gli piaceva vivere e i giorni di festa grande - e tra questi il 19 marzo - si regalava un pranzo al ristorante.
Tutte le domeniche pomeriggio, invece, andava a cercare compagnia al bar, dove - per lo meno - godeva della presenza dei tarocchisti e beveva i suoi due o tre bicchieri di vino. Ricordo che sorrideva felice quando in tv vedeva la Carra' con il suo "taran taran un po' di cipria qua... taran taran un tocco qua e la' ".
Si arrabbiava solo se gli dicevi che era piu' vecchio di te. Lui era nato a fine anno, ragion per cui - secondo lui - tutti quelli che erano nati nei mesi precedenti - non importa di quale anno - erano piu' vecchi di lui, appunto in quanto nati prima.
Povero Nutchiou... uno dei tanti personaggi che ho incontrato
cielo grigio...
non ho piu' voglia di combattere in questa vecchia guerra;
battaglie che mi lasciano esausto.
sono disposto a perdonare tutto,
voglio soltanto un po' di pace
e un po' di sole tra le nuvole.
voglio pensare di essere ancora capace a innamorarmi un'altra volta
senza paura di far male.
trovarsi in mezzo a situazioni senza uscita, continuare a rimandare decisioni mai prese, non potere non amare chi mi ha dato tanto... meno male che c'e' il mio lupo bianco!
sabato 7 novembre 2009
avvisaglie di inverno
venerdì 6 novembre 2009
Ios
fuori dal mondo e dalle rotte
di li' veder passare le navi in lontananza
e assistere al tramonto del Dio Sole.
Vorrei il sorriso di una vecchia donna
(che incontro per la strada) "kalimera",
vento nei bianchi vicoli,
cani liberi, liberi gli uomini,
semplicita', sincerita'.
Vorrei un bicchiere di vino
che mi offre una mano rugosa,
tetti di buganvillea d'estate,
d'inverno mari tempestosi.
Vorrei un silenzio ricamato di parole vere,
voci che intonano antichi canti
e dicono preghiere
e ceri accesi nei giorni tristi
ed un sirtaki danzato sulla piazza
quando per tutti e' festa.
Vorrei di sera una mano sulla spalla
"kalisphera"
racconti di vita vissuta,
guardando intorno il buio della notte,
le stelle uniche luci
e le finestre accese
Dedicata ad Ios, bellissima isola greca... che bei ricordi! (la scrissi allora, forse quattro anni fa', al mio rientro da una breve vacanza)
fuggire da se'
vero, verissimo!
martedì 3 novembre 2009
il giardino di zinnie e daglie
come era sereno il cielo durante quelle estati!
i combattenti
...e per il nonno quello era un gran giorno: ricordi, amici, chiacchiere, tarocchi e vino!
il rumore dei ricordi
il martellare per affilare la falce; il nonno che batte con martello la falce appoggiata su un piccolo incudine conficcato in una pietra; e' la' al solito posto, sotto il grande pero, all'inizio del prato.
i cori, a volte magistrali a volte stonati delle vecchiette in chiesa; nei periodi di novena o di via crucis, quando da chierichetto mi scappava da ridere ogni volta che la "fermata"era vicino al banco della buona Marianin che, convinta di cantare bene, ce la metteva tutta, senza rendersi conto che invece era stonata come una campana.
il suono della banda nel giorno di festa, andavo a dormire dalla nonna che abitava vicino alla piazza del ballo e dopo aver ballato tutta la sera con le mie amichette (ero molto corteggiato), continuavo a ballare nel sogno. dormivo nel suo lettone di ottone di un tempo; povera nonna, penso che non avra' dormito molto!
e ancora il suono della banda e ancora la nonna, quando alla ricorrenza del 4 novembre si metteva a piangere nell'ascoltare la fanfara che intonava "il piave".
e il cantare degli ubriachi... certo mi metteva malinconia, ma forse era meglio che non la musica o pseudo tale che si sente arrivare a tutto volume dalle macchine di passaggio!
ecc.ecc.
il profumo dei ricordi
dietro la casa dei nonni, staccata, c'era una stanzetta ("la stansioto" in patois) dove in estate veniva alloggiato "lou laurou" e cioe' il lavorante, che veniva ad aiutare i nonni per la fienagione. in autunno diventava il deposito delle mele, che vi venivano raccolte e poi sparse per terra a maturare. ah il profumo dolcissimo che mi assaliva quando entravo nella "stansioto"!...
e di fianco c'era il fienile, dove il nonno andava a fare il pisolino pomeridiano. pur essendo un uomo dolcissimo (quante volte l'ho visto con le lacrime agli occhi, cosa che ho ereditato da lui!) mi metteva un po' in soggezione e temevo di disturbarlo durante il suo sonnellino. diversamente quello era il mio regno, non solo perche' ci andavo a rovistare e trovare vecchie cose che mi affascinavano un sacco (stampe di santi e/o reali, bicchieri e tazzine in disuso, vecchie fotografie, ecc.ecc.) , ma anche perche' mi divertiva un mucchio saltare da un piano all'altro per tuffarmi nel fieno sottostante...
e sotto la "stansioto" il piccolo "croutin", dove la nonna portava a raffreddare il budino al cioccolato o alla vaniglia che tutti i giorni mi preparava, per fare in modo che mangiassi qualcosa (ero un bimbo capriccioso e viziato in quanto ad alimentazione).
pavese e ricordi

leggo pavese e mi emoziono. in alcuni tratti rivedo la mia infanzia, la semplicita' e la serenita' "nonostante" di una volta. rivedo la casa dei nonni, vecchia casa di montagna, buia perche' con una sola finestra per piano, ma pulitissima. all'ingresso, sulla destra, un ripiano di legno sul quale erano appoggiati due secchi d'acqua. non c'era l'acqua corrente in casa e quell'acqua doveva servire per la cucina e per il bere. si beveva "al mestolo". com'era bello!
e poi rivedo la nonna mentre si pettina. appoggiava lo specchio sul davanzale della finestra e si sedeva li' di fronte, cosi' vedeva contemporaneamente sia il passare della gente sia i suoi capelli, con i quali formava delle piccole trecciole che raccoglieva in una specie di chignon.
quanti ricordi!
il quaderno dei ricordi
di fianco a qualche nome scriverei magari solo un aggettivo, per altri invece tenderei all'analisi e forse riuscirei a capire adesso cose che un tempo erano mistero.
vorrei aver registrato o quanto meno preso appunti delle cose sentite dai vecchi e invece affiorano qua e la' degli aneddoti slegati tra di loro, ma cerchero' di ricucire il tutto.
andro' al cimitero (che per me non e' mai stato un luogo di sola tristezza) e guardero' le foto sulle tombe e cerchero' di ricordare quel sentimento di rispetto e magari di timore che quelle facce mi incutevano quando ero bambino. cosi' incontrero' di nuovo lo sguardo del "podesta' " e gli occhi del "maresciallo" e cerchero' di afferrare nel vento le voci di un tempo lontano, magari ancor piu' lontano di me.
domenica 1 novembre 2009
il mio cane

il mio cane si preoccupa quando c'e' burrasca in casa, viene da me , mi guarda, non capisco se cerca la mia eventuale protezione o mi vuol dare la sua... siamo comunque solidali! (a volte mi sento un po' cane e spero che anche lui a volte si senta un po' uomo!).
il mio cane e' triste quando mi vede partire senza di lui, si allunga col muso a terra rassegnato e mi guarda andare via...
il mio cane impazzisce quando mi vede tornare e non mi fa domande... semplicemente mi dice che e' felice!
stare in disparte
e quante volte ho visto amori sbocciare e crescere ed ho visto gioia e luce in quegli occhi, quanta invidia ho provato!
mi sento un po' come il/la protagonista della splendida canzone della Piaff (tradotta magistralmente in italiano da Erbert Pagani e cantata da diversi artisti tra i quali Milva, Vanoni, Paoli). si tratta di "hotel d'un jour", in italiano "l'albergo ad ore"... e piu' o meno mi sento un po' come quel "portiere di notte" di Ruggeri.
vorrei finalmente vivere e non guardare vivere...
bye bye Facebook
passeggiando

di nebulosa essenza,
come un pensiero indefinito,
poi si alza il sole
e al posto del pensiero
scende un sorriso.
alberi gialli,
gracchiare di cornacchie;
ricordi
come fumo da una ciminiera.
cade una foglia,
sento la sua voce,
mi dice di una bella estate
vissuta, ma passata.
seguo il mio cane,
si ferma, mi guarda
e poi mi aspetta.
silenzio!... taci anche tu!
lascia gridare il cuore!
sabato 31 ottobre 2009
praticamente novembre
nebbia
foglie che cadono...
eppure il sole c'e'
da qualche parte...
e non soltanto nei ricordi...
pomeriggio in montagna...
che bella la betulla, le sue foglie arancioni, la sua corteccia bianca!
sera
la nebbia e' quasi aria da bere col naso.
guardo il mio cane dormire, come fosse un bambino e intanto penso...
e mi ricordo del nonno. quando veniva mi chiedeva un rabarbaro caldo, un capillair...
oddio no! anche qui zucche vuote e illuminate ai balconi e alle finestre... a dire il vero le zucche vuote sono quelli che le hanno svuotate e stanno dentro al caldo!
venerdì 30 ottobre 2009
halloween
a me hanno insegnato a rispettarli, a ricordali i morti e non a prenderli in giro!
come e' ridicolo sentire una nonna che dice "io per halloween faccio questo regalo a mio nipote!". non sa nemmeno pronunciare quella parola eppure... sarebbe meglio che a suo nipote regalasse i suoi ricordi, i suoi racconti di vita vissuta che gli parlasse di chi c'era e non c'e' piu'.
mercoledì 28 ottobre 2009
tutti i santi
Per il solo fatto che si trattava di "stranieri", di paesani che non abitavano piu' in paese, agli occhi di tutti, queste persone erano considerate degli "arrivati". Si diceva che avevano fatto fortuna, si erano arricchiti, realizzati, ben sposati e/o sistemati. Quell'aura di mistero li rendeva affascinanti.
Sono passati gli anni, adesso anche io faccio parte di quella schiera di "stranieri"; dal mio paese sono dovuto scappare se volevo "respirare"!
Adesso sono dunque anche io uno che si e' apparentemente realizzato, arricchito ecc.ecc. Anche io, dunque, sono preda di sguardi e oggetto di domande. Tutto cio' mi diverte e rattrista allo stesso tempo, ora che so che l'essere partiti non vuole necessariamente dire l'essere arrivati da qualche parte (ammetto pero' che sto al gioco... e' bello per un giorno sentirsi importanti!).
... ah se invece sapessero!
domenica 25 ottobre 2009
ancora
ancora
prima di domani
adesso
prima che scompari
ora tra queste mani
non so domani
cosa mi riservera'
il destino
non so domani
se avro' forza e coraggio
ancora ti stringo
adesso con forza
e rotolo con te
nell'oscurita' della notte
per perdermi
se mi cerchi
non mi perdero'
nei tuoi occhi umidi
ho letto la speranza
nei tuoi sussurri
ho sentito
l'urlo della solitudine
nei tuoi silenzi
mille domande
hanno fatto eco alle mie
rimani
ancora
un poco...
venerdì 23 ottobre 2009
Paolo
Paolo era un bel bimbo di pochi anni. Mi piaceva andarlo a prendere e portarlo a spasso. Che emozione quella volta che si addormento' appoggiando la testolina sulla mia spalla!... quella volta lo portai al circo, un povero circo che era arrivato fin lassu', dove le uniche bestie "feroci" erano un asino ed un cane. Ma ecco che arrivo' il turno del clown, che passo' davanti a noi e ci fece un largo sorriso ed un saluto... e Paolo si esalto' "ma hai visto? E' proprio noi che il pagliaccio ha salutato" .
Ah i bimbi, cosi' ingenui e facili da accontentare!
Anche sul tram un bimbo con la sua mamma. Sgrana gli occhi, guarda i giocolieri. Per lui quel viaggio e' un'avventura!
... E invece... Povero Paolo! sono quasi due anni che non c'e' piu' e ci ha messo tre anni per morire, tre anni di inutili sofferenze!... e mi stupisce e ferisce il silenzio... di lui non si parla mai, quasi a volerlo dimenticare!
domenica 18 ottobre 2009
il bello e' intorno a noi
cielo terso, le rocce piu' alte gia' con una prima spolverata di neve, colori impazziti. io ed il mio cane - legati alla catena - attraversiamo un mondo silenzioso. la piazza deserta, la vecchia chiesa, la fontana; intorno a noi un'atmosfera irreale... per terra petali di rosa che il vento della notte ha sparpagliato, come coriandoli di una festa ormai passata. qualche tovaglia colorata ancora nei dehors, per improbabili turisti...
guardarsi attorno e accorgersi che il bello e' li'... basta vederlo!
mercoledì 14 ottobre 2009
parliamoci di noi
dimmi chi sei,
parlami dei tuoi sogni,
delle tue paure da bambino,
dimmi chi ti dava allora la sua mano.
Dimmi di chi erano gli occhi
dentro ai quali tuffavi i tuoi sorrisi
e di chi la voce
che sapeva calmare la tempesta.
Parliamoci di noi,
magari guadandoci negli occhi,
ma parliamoci di noi
con sincerita'...
domenica 11 ottobre 2009
il bosco
Il bosco e' il mio elemento, mi piacciono il muschio, la felce, le foglie morte a terra... e lo spiraglio di sole che si apre tra i rami!
Qui riesco a liberar la mente; cosi' nascosto al mondo eppure cosi' confuso alla natura!
Passeri che cinguettano tra i rami - ah se mi insegnassero a volare!...
Brontolio di un ruscello ingrossato dalla pioggia... gli avran, quell'acqua e quella furia, lavato via tutti i pensieri?!
Incontro foglie mosse dal vento... Sembrano mani che mi fanno "ciao"
ricordi di "quell'amore"
che e' svanito nel nulla.
che si e' sciolto nel mare
delle cose inutili.
Chi sa se ti ricordi ancora
di quell'amore,
delle grandi parole che dicevi
e dei sogni
che accendevi in me
ed io volavo
con le tue ali
e il mondo era distante
e di lassu'
vedevo solamente un isola:
quella di quell'amore
una bella poesia/ Rabrindranath Tagore
Non nascondere il segreto del tuo cuore, amico mio!
dillo a me, solo a me, in confidenza.
Tu che sorridi cosi' gentilmente, dimmelo piano,
il mio cuore lo ascoltera', non le mie orecchie.
La notte e' profonda, la casa e' silenziosa,
i nidi degli uccelli tacciono nel sonno.
Rivelami tra le lacrime esitanti,
tra sorrisi tremanti,
tra dolore e dolce vergogna,
il segreto del tuo cuore.
Che belle parole, che delicatezza, che leggerezza! Bello sarebbe sentirsi dire queste cose da un vero amico!
sabato 10 ottobre 2009
condividere... sensazioni di un giorno di ottobre
la testa rossa delle colline
mi parla di una nuova stagione,
i boschi arrugginiti
aspettano il vento per spogliarsi.
una farfalla colorata,
ancor piu' bella adesso,
volteggia e si posa,
si posa e volteggia.
sull'albero le mele
pronte per la raccolta,
screziate ortensie
belle come un fiore finto che sembra vero,
la legna accatastata e' un nuovo muro
a scongiurar l'inverno...
... bello e' un giorno d'autunno
che vuol credersi estate!
martedì 29 settembre 2009
autunno


sabato 19 settembre 2009
in montagna
domenica 13 settembre 2009
" = " uguale a
= stelle rosa in un verde cielo.
nuvole =
= bianco gregge in un prato azzurro.
sogni e illusioni =
= schegge impazzite nei giorni tutti uguali.
venerdì 11 settembre 2009
giornata di sole e solitudine
ascolto e riascolto musica. ho riscoperto un pezzo che a suo tempo non mi diceva nulla... un san remo di tanti anni fa'; allora l'aveva presentato riccardo fogli, io invece l'ho riscoperto su un cd della mia martini e lo trovo splendido, non solo nell'interpretazione, ma soprattutto nel testo, nel quale mi rispecchio appieno. si tratta di "in una notte cosi'"
"conosco la noi del mare intravisto dai vetri di un bar.... so tutto su questa tristezza....so bene che quando si e' soli si dice sempre qualche bugia... che poi si vorrebbe anche telefonare a un compagno di scuola..... ma voglio credere ancora, in una notte cosi',che per gente per bene e normale se vuoi, gente un po' come noi, esiste ancora un amore su questo cammino... qualcuno a cui dire 'non mi lasciare più ' ... so tutto su questa paura, ma voglio credere ancora...
Dio che canzone!
giovedì 10 settembre 2009
all'improvviso una nuvola
all'improvviso una nuvola...
e mi accorgo dei colori dell'autunno.
nel vento
un misto di fresco e di malinconia.
le dalie rosse, gialle ed arancioni
splendono...
per quanto ancora?...
e' bastata una nuvola
e questa estate che sembrava non finire
e' gia' passato.
un ricordo il suo tepore,
i suoi colori,
le speranze e i suoi sorrisi.
come l'amore,
l'estate e' un'illusione:
ti accende
e ti abbandona poi nel gelo.
senso di solitudine
abbiamo tutti paura della solitudine e sempre di piu' con il passare degli anni!...
poi magari incontriamo quella che potrebbe essere la persona giusta, ci illudiamo, la illudiamo e .... poi ci spaventiamo, non ci facciamo piu' trovare.
soltanto dopo rimpiangeremo di non averle dato il tempo di esprimersi... ma sara' troppo tardi!
grande fratello
una ragazza giovane e carina che si e' accorta di problemi al seno, mamma da poco piu' di un anno. e' spaventata, ma nonostante tutto sorride. le hanno gia' detto che dovra' affrontare la chemioterapia, ma si fa coraggio (le auguro tutto il bene di questo mondo!) e fa coraggio anche alla sua vicina che la chemio l'ha gia' affrontata ed infatti ostenta una bella parrucca... e' una parrucchiera ed e' piu' ferita dal fatto di aver perso tutti i capelli (lei che per i capelli e con i capelli ci lavora-ironia della sorte) che non per la malattia in se'. ha gia' una certa eta' e racconta della grande delusione che ha avuto dalla sua famiglia: nel momento del bisogno tutti spariti!
io ed un'altra bella signora (che -se non fosse per il fatto che e' li' - diresti che e' la piu' sana del mondo) raccontiamo di quanto siamo invece stati fortunati nei nostri affetti. interviene una signora con un foulard che le fascia la testa. lei arriva addirittura da roma. anche lei ha avuto grosse delusioni nella parentela: un fratello che, dopo anni, si e' fatto all'improvviso vivo sperando di portarle via un bel mobile antico da lei stessa comprato e restaurato (tanto a lei non serviva piu')...e poi altre persone, magari piu' anziane, tristi, silenziose, magari rassegnate.
quanta umanita'!
p.s.
esito della PET : " non ci sono piu' tracce di malattia tumorale". Grazie Dio! Fa che sia vero e che non torni piu!
mercoledì 26 agosto 2009
piove...
giovedì 20 agosto 2009
lupo bianco
ora ha otto anni e mi e' affezionatissimo. in questo periodo di difficolta' e di scarsa salute mi ha molto aiutato, anche se abbiamo dovuto limitare molto le nostre belle passeggiate di un tempo. quando sono a casa non mi abbandona un attimo e mi guarda con occhi dolcissimi. a volte mi commuove questa sua dedizione! divertente e' come si siede sulle scale (ha imparato a farlo accucciandosi al mio fianco da cucciolo): sedere sullo scalino piu' alto e le zampe anteriori due gradini piu' in giu'; quando si mette cosi' sembra una sfinge! divertente pure come scende le scale quando e' con me; pur di rimanere al mio fianco e per rallentare la discesa, infila la coda, come per tenersi, tra i ferri della ringhiera. una scena da film e' stata qualche giorno fa', a ferragosto. dunque... ferragosto... festa del paese: banda, processione, balli, fuochi d'artificio (lui ne ha una gran paura e dunque gli sono stato vicino grattandogli la testa tutto il tempo). la tradizione vuole che la festa venga portata in tutto il paese. la banda ed i "priori" (le coppie di giovani che la organizzano) si spostano in tutte le frazioni, visitando locali pubblici e ville e portando un po' di musica e di allegria. credo di essere un bravo ballerino e gli altri anni non perdevo un ballo, quando capitavano dalle mie parti. quest'anno, pero, dato i miei problemi di salute, proprio non me la sentivo, temevo di finire per terra, ma... ad un certo punto mia madre mi ha detto "dai, facciamo almeno questo valzer!". quando la gente intorno ci ha visti "prendere il largo" si e' fatto il vuoto... solo noi a ballare e tutti gli altri a guardare. ma ecco che arriva bill che - temendo di perdermi - si precipita in mezzo alla pista (terrazzo) e si piazza li', seguendo incuriosito i nostri volteggi ... tutti hanno riso, ma era un ridere di tenerezza!
ecco il perche' del lupo bianco... eccovi bill! il mio lupo bianco
mercoledì 19 agosto 2009
notte insonne e il rumore del silenzio
hai mai sentito tu
il rumore del silenzio?
la voce della pioggia?
il suono del tempo che passa?
nel silenzio sento la voce del passato:
nenie di rosari
che non capivo le parole
eppure mi sapevano calmare,
cori ubriachi di voci intrecciate
impastate del vino dei giorni di festa,
il brusio di una radio
con le pile scariche
che solo serviva a compagnia.
parole a volte miste a lacrime,
di tanto in tanto ad un sorriso.
... queste ed altre cose
sento nel silenzio,
ma non la Sua voce...
nemmeno nei sogni
Lei mi viene a parlare!...
un sorriso
che entra piano nella terra
e fa rinascere il verde
e fa rinascere i fiori...
come la pioggia fine,
cosi' e' un sorriso!
inizio a raccontare...
dunque.... incominciamo!
oggi e' un giorno particolare, e' in qualche modo un anniversario! esattamente un anno fa' venivo a conoscenza di essere gravemente malato: un linfoma di cellule di tipo T (non so se si dice veramente cosi'...) e in piu' delle grave complicazioni virali che mai mi sarei immaginato! mi e' cascato all'improvviso il mondo addosso; prospettive di vita breve (qualcuno mi disse sei mesi) salvo azzeccare la giusta cura... dunque chemio terapia, con tutti gli annessi e connessi e senza mai far vedere la mia disperazione! ... devo ammettere che in questi mesi ho avuto l'aiuto di tante persone: amici, conoscenti,colleghi... tutti mi sono stati molto vicini anche se lontani. in molti hanno pregato per me (e non importa a quale Dio), me lo dicevano e sono sicuro che lo facevano veramente perche' sentivo nell'aria come delle vibrazioni, come un qualcosa che mi dava forza e coraggio. questo e' stato un anno tremendo, ma ora il peggio e' momentaneamente passato. non e' comunque stato un anno inutile, mi e' servito molto per riflettere, pensare, leggere, perdonare e soprattutto ho ritrovato la fede che in qualche modo stavo perdendo... non sono mai stato e non sono un bigotto (anche se da bambino c'e' stato il periodo che volevo farmi prete, ma forse era piu' un fascino da "cerimonia" che non altro), ora pero' non mi vergogno a dire che prego, a modo mio, ma prego e cerco in qualche modo di parlare con il signore. insomma... dopo il buio ho ritrovato la luce... spero duri!
riepilogo:
e' passato un anno, un anno ad oggi, da quando so. un anno fa' sapevo la sentenza. ero spaventato e frastornato e non volevo coinvolgere nessunaltro in questo mio dolore. e' passato un anno, non va ancora bene (anche se meglio), forse non lo andra' mai, pero' nonostante tutto e grazie al cielo ho piu' voglia di vivere di prima!