giovedì 18 novembre 2010

England

the Big BenPiccadilly. l'Eros
Speakers Corner in Hyde Park
The English Language Center - Brighton
Maggio/Giugno 1984:
in basso:Marianne-Germania/Iwona-Polonia/Anna Britta-Svezia
in mezzo:Jan-Svezia/Borja-Svezia/Virginie-Francia
in alto:il sottoscritto (naturalmente Italia)/Christina-Svezia/Magalie-Francia:
nella foto mancano Stephanie-Francia e Andres-Svezia

mi piaceva Londra, con quel miscuglio di razze che per me era una novita': uomini con il turbante, donne in sari, pelli chiare e scure, occhi a mandorla e non. mi piaceva l'apparente freddezza degli inglesi che pero', quando vedevano che cercavo di cimentarmi nella loro lingua, si facevano a volte anche gentili, dandomi magari delle indicazioni che regolarmente non capivo. mi piacevano Trafalgar Square, i magazzini di Liberty's in Regent Street, mi piaceva quell'aria di apparente liberta'.
quell'anno frequentavo un corso a Brighton. tra gli altri iscritti c'era una giornalista svedese (forse si chiamava Anna Britta). di tanto in tanto salivamo insieme a Londra; lei girava per il suo lavoro - andava magari a preparare dei servizi o a fare delle interviste - io invece facevo il turista a tutti gli effetti. ci ritrovavamo pero' per uno spuntino. io avevo scoperto un posto dove secondo me non si mangiava male (che non e' facile in Inghilterra) ; mi sembra si chiamasse Lyon's ed era appunto vicino a Trafalgar. Anna Britta era simpatica e si metteva a ridere quando vedeva le mie orecchie diventar rosse dopo aver bevuto un bicchiere di vino.
un esperienza particolare e positiva fu invece al mio arrivo per un altro corso che si teneva a Greenwich. era domenica e stranamente c'era il sole... arrivo all'indirizzo stabilito (tipica villetta a schiera con giardinetto e fiori), suono il campanello una, due, tre volte e nessuno viene ad aprire... sono quasi disperato quando noto che davanti ad una di queste villette c'e' un uomo di colore che sta lavando la macchina. timidamente mi avvicino e gli chiedo "ma e' qui che abitano i Taylors?". lui mi dice "si' certo e' qui, ma li ho visti andar via questa mattina, forse sono andati a passare la domenica da qualche amico". gli spiego allora la mia situazione... evidentemente i Taylors si sono dimenticati del mio arrivo! senza titubanze lui mi invita ad entrare in casa, mi presenta tutta la famiglia, mi offre da mangiare e da bere, mi dice "sarai stanco del viaggio, se vuoi puoi riposare un po' e intanto i Taylors arriveranno". mi imbarazza questa gentilezza nei miei confronti e - stupito - gli chiedo il perche'?. lui risponde "la mia religione mi dice di essere gentile con il prossimo ed in questo momento sei tu il mio prossimo". era un Pakistano...
i Taylors (una giovane coppia allora senza figli) arrivarono dopo un po'. si scusarono; in effetti si erano dimenticati di me. ad ogni modo mi trovai molto bene con loro, che mi diedero carta bianca e le chiavi. ricordo che lei era una sfegatata fan di Pavarotti e si stupi' che io pur essendo italiano quasi non sapevo chi fosse!

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