ma i tempi bui erano alle porte; non mi piacevo, non sapevo chi ero e nemmeno chi volessi essere... a parte qualche rara incursione in feste di paese o pseudo-discoteche, il silenzio.
non ero un animale notturno, il casino, il rumore, la ressa mi davano fastidio. solo una volta ogni tanto, magari quando ero in vacanza, mi lasciavo tentare. a Rimini/Riccione scoprii un enorme struttura che oltre ad avere una grande discoteca disponeva anche di un angolo piano-bar. quando fui la' non resistetti e mi proposi per cantare un pezzo. scelsi la mitica "io che non vivo piu' di un'ora senza te" di Pino Donaggio. rimasero tutti a bocca aperta e fini' che praticamente la serata divento' mia, nel senso che continuai a duettare con la cantante scritturata fino alla fine.
poi un caraoche o due... ad Ala, al parco giochi, fu la volta di "c'era un ragazzo" di Morandi e "4/3/1943" di Dalla
peccato! di tutte queste volte, mai una che ci fossero anche i miei ad ascoltarmi... forse la loro iniziale vergogna si sarebbe potuta trasformare in contentezza e magari avrebbero potuto essere orgogliosi di me!
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