"le canzoni sono solo canzoni"... sembra poco e invece e' tanto. sono spesso la colonna sonora della nostra vita. riascoltando una canzone ti verranno magari in mente tante cose: un periodo particolare, una persona che non c'e' piu', un amore, un sogno sfumato, ecc.ecc.
tante sono le canzoni che considero dei paletti importanti in mezzo ai quali ho disceso i miei giorni.
mi ero impossessato del vecchio giradischi dei miei e di qualche 78 e 33 giri; mia madre dice che mettevo sempre su un pezzo di San Remo cantato da Nicla di Bruno che si intitolava "fragole e cappellini" e che cantavo spesso quel pezzo andando all'asilo.
io invece ricordo che uno dei primi regali di Natale furono proprio tre 45 giri: "l'esercito del surf" di Catherine Spack , "viva la pappa col pomodoro" di Rita Pavone e "non ho l'eta' " di Gigliola Cinguetti.
...e mi piaceva talmente tanto quel marchingegno che girava e buttava fuori musica e su quella musica cantarci anch'io che di dischi me ne regalarono tanti altri. il cuoco di quell'anno ad esempio mi porto' "tu sei quello"... e fu cosi che feci conoscenza e praticamente mi innamorai di Orietta Berti. di Orietta subito dopo arrivarono "io ti daro' di piu' " e "quando la prima stella", che mi piaceva cantare insieme a Titi mentre asciugavo i piatti.
... ma la prima canzone IMPORTANTE fu per me - sempre di Orietta - "io tu e le rose".
la cantai - con tanto di vera orchestrina alle mie spalle - per due anni di seguito alla festa dei bambini del mio paese, in quello che era il mitico per quei tempi Gran Bar Maronero.
ero forse un piccolo mostriciattolo - cosi' come i bambini che adesso vanno tanto di moda in varie trasmissioni televisive - e il proprietario del locale mi aveva chiamato a cantare. nei due anni, oltre a "io tu e le rose" feci anche "corriamo" di Isabella Iannetti, "casa bianca" di Marisa Sannia, "la rosa nera" di Gigliola Cinguetti e - la piu' adatta per la circostanza - "il valzer del moscerino" dallo zecchino d'oro... quella che piacque di piu' e per la quale venivo spesso ricordato da alcuni presenti fu pero' "io tu e le rose" che piaceva tanto anche alla mia Nena, che pure non aveva nemmeno la radio e che conosceva soltanto due cantanti: una era appunto Orietta che lei chiamava "quella delle rose" e l'altro era Domenico Modugno, che storpiava in Mognugno.
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