mercoledì 30 dicembre 2009
capodanno
capodanno... come quello che dovetti affrontare con il pensiero di Titi, malata e sola, a letto nella sua casa fredda. anche quella sera ero andato a trovarla e l'avevo vista molto male, febbricitante e quasi fuori di testa. si era consolata con un pezzo di cioccolata, che per meta' si era sciolto tra le coperte ( che fredda quella stanza riscaldata con una vecchia stufa a legna... se non eri sempre li' a riempirla diventava una ghiacciaia...).
capodanno, come quasi tutti gli anni... uno sguardo scambiato con mia madre, tutti e due con gli occhi appena un po' arrossati ... un TANTI AUGURI reciproco e poco convinto (quasi in soggezione)... e lo stesso con mio fratello... anzi - se possibile - cercheremo addirittura di essere isolati allo scoccare dell'ora ,per soffrire singolarmente quel momento... beh, sicuramente saro' in compagnia del mio lupo bianco, tremante e spaventanto per i maledetti botti. gli diro' "tanti auguri Bill! chi sa se il prossimo anno saremo ancora insieme?"
domenica 27 dicembre 2009
another Christmas's gone
another year's almost over
and i'm still here looking for my own
like a dry summer waiting for a shower
venerdì 25 dicembre 2009
vacanze di natale
di giorno - dicevo - sugli sci... noi bambini saliremo tutti insieme sulla Cesira, la renault 4 rosso amaranto del papa', schiacciati come acciughe ma felici, che ci portera' a Balme; dietro la carovana di macchine dei genitori degli altri. non ci vado matto a sciare e sono un po' la vergogna della famiglia, io figlio di un maestro, pero' mi piace stare con gli altri, fare le mie discese con calma e molte fermate, ogni tanto una sosta per un panino... e poi le risalite sullo skilift cantando a squarcia gola le ultime canzoni di canzonissima, che ogni tanto c'e' qualcuno che mi guarda come fossi un matto... oppure giocheremo magari a pallone nel campo da bocce innevato... anche li', sono un pessimo giocatore... mi metteranno in un ruolo dove posso fare pochi danni, magari in difesa dove riusciro' comunque a fare almeno un autogoal, ma non importa, quel che conta e' stare in compagnia!
mi piace molto stare con Roberto; e' molto carino, gentile, garbato ed anche i suoi lo sono e anche lui, come me, preferisce i giochi piu' tranquilli! peccato che e' un maschietto come me!... pero' mi piace molto anche la compagnia di Marina e Paola e loro sono delle femmine e dunque potrebbe anche essere che poi da grandi - non so bene come funziona, ma... - potrebbe anche essere che ci sposiamo!...
vabbe'... ognitanto dovremo anche pensare a studiare e a fare i compiti, pero'!...
peccato che il tutto durera' solo per due settimane e poi dinuovo tutto solo, del resto "l'epifania tutte le feste se le porta via!"... e so gia' che la sera del sei gennaio saro' tristissimo, non solo perche' il giorno dopo si ritorna a scuola, ma soprattutto per questo improvviso ripiombare nella solitudine.... meno male che pero' quella sera in tv ci sara' la finale di canzonissima ed io saro' la' davanti a fare il tifo per Orietta!
martedì 22 dicembre 2009
una preghiera
Si dice che tu parli,
ma non ho mai udito la tua voce.
Le sole voci che odo sono delle voci amiche,
che mi rivolgono parole preziose.
Si dice che tu cammini al nostro fianco,
ma non ti ho mai scoperto
ad intrecciare i tuoi passi con i miei.
I soli compagni sono delle creature fraterne
che condividono la pioggia, il vento e il sole.
Si dice che tu ci ami,
ma non ho mai visto la tua mano
posarsi sulla mia spalla.
Le sole mani che scopro sono delle mani fraterne
che stringono, consolano, accompagnano.
Ma se sei tu, mio Dio,
che mi offri queste voci, questi compagni, queste mani,
allora, nel cuore del silenzio e dell'assenza,
tu diventi,
attraverso tutti questi fratelli,
Parole e Presenza.
Che tu sia benedetto, mio Dio, mio Signore!
domenica 20 dicembre 2009
lou coumpagn dl'om/il pettirosso
forse e lii bastet ve'
por sintii menu freet
ouro' que quasi e neet.
Pe' quant que saiou
ou scapet sbaruva'
me que voudri' famlou amis
que ou'moustreiset a voula'.
Al miei briotes
ou sount soun dinar
sue coulour la mio spronsi
ansembiou au soun tchanta'.
Traduzione
Lui guarda dentro
forse gli basta vedere
per sentire meno freddo
ora che quasi nevica.
Poi quando esco
fugge spaventato
e pensare che vorrei farmelo amico,
che mi insegnasse a volare.
Le mie briciole
sono il suo pranzo,
i suoi colori la mia speranza
insieme al suo cantare
un piccione...
mi immedesimo in lui...
un regalo di Natale
Giocattoli in vetrina
bambini che li guardano
col naso contro i vetri
che si appannano.
Gente quasi felice
che si saluta e ride
fanno finta di niente, ma si aspettano
forse qualcosa di speciale, forse un regalo di Natale...
... E per quest'anno poi se mi vuoi ricordare
fammi pensare quando parlavamo,
quando davanti al fuoco mi sedevo ad ascoltare
e poi correvo a dirti BUON NATALE...
Bella, molto bella! Mi ricorda in miei "Natali" di una volta... E -senza volermi paragonare a Bertoli - richiama il testo di una mia canzone, scritta anni fa', in tempi non sospetti, quando comunque ancora non avevo ancora ascoltato il pezzo in questione e che parla della mia nonna...
Si intitola NENA e ad un certo punto dico:
I capelli d'argento e il vestito nero
i sapori dell'orto e il profumo del fieno
e le sere d'inverno davanti al camino
una nonna racconta, l'ascolta un bambino...
sabato 19 dicembre 2009
quasi un bimbo...


la sera invece e' lui che mi viene a chiamare. dopo cena e un poco di tv me lo vedo arrivare. si piazza davanti a me e mi fissa con i suoi grandi occhioni, come per dirmi "non ti sembra il caso di andare a nanna?". allora mi alzo e lui mi precede sulle scale, una nasata alla porta e va diretto alla sua cuccia.
... ed e' sempre lui che al mattino mi viene a dare il buon giorno. la prima ad alzarsi e' sempre la mamma. lui viene a guardarmi, io ancora faccio finta di dormire e allora lui si accuccia di fianco al mio letto ed aspetta pazientemente che lei sia pronta, poi scende ed esce. una volta fuori si fa sentire, abbaia un po' di volte al mondo, come per dire "eccomi di nuovo qui!". fa il suo giretto e poi ritorna e sale in camera a svegliarmi , baldanzoso e felice, la coda che vince, mi ruba una ciabatta ed aspetta le mie coccole...
mercoledì 16 dicembre 2009
Le Autorita'
Con gli occhi del bambino, quest'ultima era per me la piu' importante. Tutti gli anni veniva cambiata, tutti gli anni una faccia nuova, tutti gli anni una nuova conquista da fare. Era di solito una giovane ragazza al primo incarico, che arrivava confusa e spaesata in questo piccolo posto fuori dal mondo; prima esperienza una pluriclasse... Non male!!! Faceva un po' di tenerezza ai grandi, per noi bambini era invece una figura sia da amare che da temere; da amare perche' un mix tra una mamma ed una sorella maggiore e poi era comunque il simbolo della sapienza e comunque arrivava "dalla citta' " e dunque da un mondo sconosciuto, da temere perche' comunque rappresentava un traguardo da raggiungere e non era detto che sarebbe stato facile. Spesso era anche una bella ragazza e i giovani locali si facevano delle fantasie.
Figura ancor piu' importante agli occhi di tutti era il prete, che aveva sicuramente agganci importanti, che parlava con Dio e che secondo i piu' vecchi - volendo - poteva anche "fare la fisica", dunque, meglio tenerselo buono!
Splendido personaggio della mia infanzia e gioventu' e' stato Don Botta, che e' stato parroco in paese per piu' di venti anni. Una figura tipo Don Camillo: grande umanita', severo a volte (ma non troppo), altre volte allegro. Ha fatto un mucchio di cose per la sua comunita': un piccolo cinema parrocchiale ora chiuso, dove venivano proiettate in "ante-ultimaspeciale" pellicole diverse (naturalmente dietro sua censura); tutti gli anni organizzava la gita scolastica di fine corso, naturalmente in un posto dove c'era anche un santuario... fu grazie a lui che vidi per la prima volta il mare. Ah quelle levatacce per raggiungere il mare lontano e durante il viaggio i canti e i cori... Mi chiamava "l'usignolo della compagnia"... E lui - Don Botta - era un tipo da compagnia. Non disdegnava un invito a pranzo e alla fine del pranzo, magari in occasione di un banchetto di nozze e dopo qualche bicchiere di buon vino, giu' a cantare anche lui... Ricordo che una volta lo sentii intonare "Bandiera rossa".
Ricordo in particolare due simpatici aneddoti... Era il periodo delle Brigate Rosse: attentati, morti,rapimenti... Con le mie orecchie sentii questo scambio di battute "Ah se li prendessero!Li ammazzerei tutti!" "Ma come Don Botta! Proprio Lei che parla e predica il perdono dice che li ammazzerebbe?" "Certo che li perdonerei, ma dopo averli ammazzati!"...
Divertente anche quando mi convoco' in occasione del mio concorso per l'assunzione in banca... Il giorno prima della prova orale mi chiamo' in canonica. Fece uscire Matilde (la Perpetua), che non doveva sapere. Doveva dirmi una cosa segreta ed importante e nessuno doveva sentire "Sai ho saputo cosa ti chiederanno domani " "Davvero Don Botta?! Grazie!" "Si',ti faranno domande di diritto, ragioneria e tecnica bancaria!". Sono sicuro che non mi stava prendendo in giro; per lui erano delle parolone e certamente era convinco di avermi detto chi sa quali cose!... Ad ogni modo il concorso ando' bene e certamente in qualche modo lo devo anche a lui (che aveva comunque le sue conoscenze).
... E quando ci brucio' la casa!... Si era offerto di prestare dei soldi ai miei senza interessi! Quello si' che era un vero uomo di fede!
Titi
17 dicembre 1905... Domani sarebbe il suo compleanno! Sulina, per me e mio fratello Titi, zia acquisita di mia madre. Insieme alla mia nonna materna (Nena) e' stata per me una seconda madre. In effetti, per lei che era da sola, ero come un figlio. Quanti vizi!... libri di fiabe illustrate quando veniva a prendermi all'asilo, soldini con i quali mi compravo dischi (i mitici 45 giri), la cioccolata calda o lo zabajone con il vino o le frittelle di mele a merenda, la mia prima macchina fotografica (una piccola agfa) come premio per l'esame di terza media, un orologio d'oro (che poi di oro non aveva nulla) e cioe' una patacca che si era presa da un "marocchino"... E la torta che mi fece fare da Michel d'Gnasi in occasione della mia prima comunione e che mi dovetti accontentare di gustare da solo, in piedi davanti allo specchio nel corridoio (era un giorno di trambusto e i miei non potevano certo badare a me, del resto erano altri tempi e non si usavano ancora tutte quelle "cazzate" di adesso)...Fino a quando e' stata bene era il ritratto della salute; grassottella, viso tondo e sorridente, sempre allegra. E' stata lei ad insegnarmi a ballare. Ricordo, a volte, lei lavava i piatti ed io li asciugavo e intanto cantavamo insieme... lei vecchie canzoni (Creola/La miniera/Il tango delle capinere), io le canzoni di allora, soprattutto quelle della Berti... E le piaceva sentirmi cantare e le piaceva guardarmi ballare... Sono sicuro che sognava per me i miei stessi sogni! (le ho dedicato una canzone "Se diventassi qualcuno", che sembra una canzone d'amore e invece...). E faceva spesso da paciere... quante volte mi ha difeso, quante volte - come tra incudine e martello - si e'messa in mezzo e mi ha evitato le botte dei miei. Piu' povera che ricca, le piaceva comunque un certo decoro ed era buona cliente di "Tutto si regala"... ricordo una bellissima camicia a fiore provenzale arancione su fondo verde che mi regalo', comprandola appunto a quel banco. Ho dei rimpianti, le ho voluto bene, ma avrei dovuto fare di piu'... Ma dei rimpianti e rimorsi parlero' un'altra volta! Tristissimi i suoi ultimi anni. Dopo alcuni ricoveri, quasi ceca e sola... Aiutata si' da me e mia madre, tutti i giorni, piu' volte al giorno, eravamo da lei, ma - ripeto - con il senno del poi, avrei dovuto fare di piu'... Stravedeva per me e ingigantiva tutto cio' che mi riguardava... Come quella volta che andai in Belgio... Lei era in ospedale e - ahi la sua geografia - aveva raccontato a tutti che ero in India. Quando tornai ed andai a trovarla, la suora - che prima non voleva lasciarmi entrare perche' mi aveva scambiato per il rappresentante di ventriere - quando seppe che io ero il "famoso" nipote, mi chiese appunto dell'India e del viaggio... Giorni tristissimi i suoi ultimi giorni, la radio sempre accesa, le pile scariche, un brusio di compagnia e - immagino - tanti ricordi!...
Titi, che mi aveva dato in uso una stanza della sua piccola casa del Prussello (il vecchio "Masel"), che io avevo adibito a Cappella nel periodo che volevo farmi prete e dove tutti i giorni dicevo la messa, con tanto di chierichetti e con il "benestare" di Don Botta e della Superiora, che mi regalavano immagini, stendardi e statuette. Ricordo che nel masel c'era anche una vecchia pianola a manovella, poi malamente venduta ad un robivecchi... anche lei con una sua storia...
Dicono che da giovane fosse stata un tipo "anche troppo allegro", che avesse sbagliato... ma io dico CHI NON HA SBAGLIATO SCAGLI LA PRIMA PIETRA!
Ciao Titi. Tanti auguri!
Dalla casa di Titi:
Balaustra in legno scolpita a mano, ora al museo della Montagna.




martedì 15 dicembre 2009
domenica 13 dicembre 2009
nevica (2)
vorrei guardare con te la neve che scende,
cosi' come due innamorati guardano la luna
e dalla luna si fanno guardare,
cosi come due innamorati guardano un tramonto
e si fanno piu' vicini...
nevica

immagina... una nevicata che te ne ricorda mille altre; tornano in mente storie e momenti diversi, persone care che non ci sono piu', sogni e illusioni perdute nel tempo.
anni fa', durante un'altra nevicata, scrissi una poesia. era una nevicata di febbraio, di quelle con grandi fiocchi che rendono, non come quella di adesso... quella fu comunque una poesia che mi diede qualche soddisfazione. la mandai ad un concorso e vinsi... non fu un voler ostentare, ma semplicemente mi sembrava una cosa bella e le cose belle hanno un senso solo se le puoi condividere con qualcuno... e infatti fu cosi'. la poesia fu pubblicata anche su alcuni gornali a livello provinciale e fu una vera emozione quando due ragazze torinesi vennero a cercarmi... volevano conoscermi, avevano letto la mia poesia e soprattutto l'aveva letta il loro papa', che se ne era innamorato... "ne hai scritto delle altre? hai pubblicato una raccolta? sai ci piacerebbe tanto regalarla al nostro papa'!". non me l'aspettavo, mi venne quasi voglia di piangere...
ma... ecco la poesia in questione - che e' in patois - e la sua traduzione in italiano, dove naturalmente perde in metrica e musicalita'... si intitola "e neet" e cioe' "nevica"
lou coumpagn dl'om ou tchantet
'sna brantchi davisin a la coo
antlou silensiou es sintet na stisi
dla nee qui coulet pion pion
an fioc asl'autrou e fora est dgio tout bionc.
y ot at paseres pla vii
ouro voudri n'autra ista
me que em piasit la nee
quant qu'y erou quiti'.
lou tchin ou beiguet al parpavoles vinir gius
quiol ou voudrit sair
me lii duvertou ma ou s'fromet
ou sat que dje dabseugn ad coumpagnii
il pettirosso canta
su un ramo vicino alla casa
nel silenzio si sente il gocciolio
della neve che si scioglie piano piano
impronte di passi per la strada
proprio io
che tanto amavo la neve
vorrei invece adesso un'altra estate
il cane guarda le grandi farfalle che scendono
certo vorrebbe uscire
gli apro la porta ma non si muove
lui sa che ho bisogno della sua compagnia
domenica 6 dicembre 2009
il leone nel giardino
guarda l'inverno coi suoi occhi di vetro,
tardivi boccioli di rosa
a fargli compagnia.
Scheletri vivi
gli alberi del bosco,
intanto che il cielo
di bianco e grigio si accende.
Finestre chiuse
sopra un un falo' di foglie estive
e il crepitio del fuoco
scalda il silenzio.
la prima delusione
sabato 5 dicembre 2009
luci di Natale
confondono
invece di aiutarti in questa notte.
bello era il fioccare della neve
filtrato dalla luce dei lampioni.
ora soltanto falsita'
la' dove un tempo
era la poesia.
aspettando Natale
... E la novena di Natale, l'attesa, il muschio, il presepe, le cartoline!
Ecco, quella delle cartoline era la mia mania... Ne spedivo tante, ne ricevevo poche... Ora non ne scrivo piu'.
Wow...Voglio tornare bambino!
sole di mezzogiorno
timido sole, ma ora - a mezzo giorno e poco piu' - anche il sole fa la sua pausa pranzo e si nasconde dietro alla montagna per riapparire poi per un'oretta ancora...