venerdì 30 aprile 2010

sogni di un tempo

da bambino , anzi da ragazzo e fino ai 20/25 anni, volevo fare il cantante. non mi importava nulla dello sport, delle macchine o di altre cose; se avevo due soldi li spendevo in dischi. quando ero a casa, musica a tutto volume. ero capace di mettere lo stesso pezzo anche venti volte di seguito fino a quando non lo sapevo a memoria. cantavo anche io sulla base del disco e a volte per sognare meglio, mi mettevo davanti allo specchio e fingevo di essere in tv... quante serate passate in questo modo!
intorno ai dieci anni, invece, il mio palcoscenico preferito era il balcone della nonna. andavo da lei, salivo in camera e mi mettevo in testa - a mo' di parrucca - una di quelle belle e lunghe calze nere di lana delle nonne di un tempo; bastava un nodo e quella acconciatura diventava una coda di cavallo (erano i tempi di gigliola cinguetti), altre volte, con qualche astuzia in piu', diventava quasi uno chignon (e allora ero milva)... poi, cosi' conciato, andavo fuori sul balcone a cantare...
buffo, si', ma mi faccio tenerezza da solo a ripensarci... e la nonna, la cara dolce nonna, mi lasciava fare...

come era facile sognare allora!

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