Un tempo il carnevale era veramente periodo di allegria,,, mi raccontavano che i ragazzi "mascherati (en buatoun)" giravano di porta in porta, per farsi aprire e offrire qualcosa dai padroni di casa. Quasi sempre veniva loro aperto e come minimo il premio era un buon bicchiere di vino e qualche caramella. Non bussavano, ma - una volta arrivati davanti all'uscio - intonavano un canto BOUNA SERIA VIOIRE QUE L'CARLEVE' L'E' 'RIVA' - E L'ERA TANTO DESIDERATO VIVA VIVA LA LIBERTA'..."
Non c'era la televisione e quello era il modo migliore e piu' allegro per passare la serata. A volte in cucina, vicino alla stufa accesa, a volte nella stalla, dove a soffiare e scaldare c'era anche il fiato del bestiame, parlavano, scherzavano, cantavano....
Poi - mi raccontava mia madre - arrivo' un nuovo medico condotto, il Dottor Loria, uno di quei classici medici di una volta, molto alla mano ed attivo anche nella vita del paese. Forse perche' aveva anche lui dei figli in giovane eta', organizzo' con la gioventu' locale il primo vero carnevale, che consisteva nella rappresentazione dei mesi e le stagioni, A mia madre tocco il mese di Maggio...
Questa tradizione fu poi dimenticata, fino a quando - nei miei anni verdi- venne rispolverata dal gruppo folkloristico del quale facevo parte. Il primo anno furono appunto rappresentati i mesi e le stagioni e a me tocco il freddo Dicembre; il secondo anno invece si decise di fare qualcosa di nuovo, ma nello stesso stile e si opto' per i mestieri....ed io fui nominato Vescovo! Me lo dicevano tutti che avevo la faccia da Prete.....
sabato 23 gennaio 2016
martedì 12 gennaio 2016
Moreno...Gianluca e Andrea
CIAO, SONO MOLENO E HO QUATTO ANNI. IL MIO PAPA' SI CHIAMA MACCO E LA MIA MAMMA GOCHA, POI HO ANCHE UNA SOLELLINA CHE SI CHIAMA MAHEL. GUALDA CHE BELLO IL MIO TABLET. TU DEVI DILE TATTE COSE E LUI TI LISPONDE...Moreno e' un bimbo bellissimo e simpatico e anche molto sveglio per i suoi quattro anni. Mi vede, si avvicina ed attacca bottone. Devo essergli simpatico, forse perche' lo lascio fare, anzi gli do pure retta e comincio a "dire tatte cose" al suo tablet.
I genitori stanno cenando e sono di la', in sala... dopo un po'arriva il papa' a cercarlo COSA FAI MORENO? LASCIA IN PACE IL SIGNORE! ed io MA NO LO LASCI PURE, LO CONTROLLO IO E POI....E' MOLTO SIMPATICO!
Ah i bambini...che belli!
E ritorno al passato, quando all'ora di pranzo sollevavo le mamme dal loro dovere e me li andavo a prendere per intrattenerli e farli giocare, o semplicemente per tenere in braccio i piu' piccini... due nomi per tutti Gianluca e Andrea, ma poi tanti altri....
sabato 9 gennaio 2016
Diario di una Guida Alpina
La mamma l' aveva messa via, ma non sapevo dove,,,,l'ho ritrovata, questa agenda- diario del nonno paterno, un quaderno intestato - con tanto di tariffe e regolamento - sul quale gli alpinisti-clienti del nonno relazionavano le loro ascese.
Alcune pagine poco leggibili per la calligrafia, altre perche' magari scritte a matita...non le ho ancora lette tutte, anche perche' sono una cinquantina (dalla pagina 112 alla 162), ma cerchero' di farlo....
La prima porta la data del 12 luglio 1914
"in occasione della ascensione all'Uja di Mondrone il .... .... Castagneri Gio Battista si dimostra servizievole oltre ad essere gentile ed abile... ... ........."
Poi prendendo piu' o meno a caso
"10 agosto 1914
Salimmo oggi 10 agosto la Ciamarella per la cresta ovest e fummo accompagnati dal portatore Giov Batt Castagneri che messo a capo della comitiva si mostro' ottima e abile guida nonche' gentile compagno"
r /> E poi, forse la piu' toccante di quelle che per ora ho letto
"13 agosto 1919
Un elogio al bravo Castagneri che mi accompagno' e guido' nella non facile discesa del Canalone d'Arnas ed in compagnia del quale trovai le tracce prima ed il corpo poi dello sventurato Gastaldi, perito appunto in esso canalone. Durante tutta la giornata il Castagneri si dimostro' abile e fedele compagno, ed e' col piu' vivo piacere che gli attesto qui la mia simpatia e riconoscenza
firmato Francesco Perrone - C.A.I."
Altra pagina che mi ha colpito e' la 121, datata 18 luglio 1920, non foss'altro perche' scritta in inglese,dove si parla della scalata della Bessanese e poi del passaggio di valle in valle fino a Ceresole Reale.
L'ultima relazione invece e' dell'11 luglio 1930
Il nonno paterno, questo sconosciuto!
Alcune pagine poco leggibili per la calligrafia, altre perche' magari scritte a matita...non le ho ancora lette tutte, anche perche' sono una cinquantina (dalla pagina 112 alla 162), ma cerchero' di farlo....
La prima porta la data del 12 luglio 1914
"in occasione della ascensione all'Uja di Mondrone il .... .... Castagneri Gio Battista si dimostra servizievole oltre ad essere gentile ed abile... ... ........."
Poi prendendo piu' o meno a caso
"10 agosto 1914
Salimmo oggi 10 agosto la Ciamarella per la cresta ovest e fummo accompagnati dal portatore Giov Batt Castagneri che messo a capo della comitiva si mostro' ottima e abile guida nonche' gentile compagno"
r /> E poi, forse la piu' toccante di quelle che per ora ho letto
"13 agosto 1919
Un elogio al bravo Castagneri che mi accompagno' e guido' nella non facile discesa del Canalone d'Arnas ed in compagnia del quale trovai le tracce prima ed il corpo poi dello sventurato Gastaldi, perito appunto in esso canalone. Durante tutta la giornata il Castagneri si dimostro' abile e fedele compagno, ed e' col piu' vivo piacere che gli attesto qui la mia simpatia e riconoscenza
firmato Francesco Perrone - C.A.I."
Altra pagina che mi ha colpito e' la 121, datata 18 luglio 1920, non foss'altro perche' scritta in inglese,dove si parla della scalata della Bessanese e poi del passaggio di valle in valle fino a Ceresole Reale.
L'ultima relazione invece e' dell'11 luglio 1930
Il nonno paterno, questo sconosciuto!
sabato 26 dicembre 2015
nell'armadio della Mamma...
era tempo che lo facessi questo lavoro sempre rimandato...che sfortuna per una Mamma avere solo due figli maschi che oltretutto non si sposano! lenzula, tovaglie e tovaglioli ricamati a mano, ....in una scatola la sua "scufia", il copricapo di quando era priora ed il grembiule del suo costume (il resto sparito nell'incendio), parecchi foulards e "quefes", un piccolo centrino ricamato a mano dalla sua madrina datato 1902,ma anche dei berrettini di quando ero piccolo, il nastrino di una cresima (non so se mia o quella di mio fratello), il cappello e gli alamari da carabiniere di tutti e due noi figli, le quattro coccarde di quando ho fatto il priore, le mie tre "majes dou bord" di bimbo piccolo, ragazzino e uomo...e un solo bordo gia' tutto riccamato che sicuramente sarebbe stato destinato alla "maj dou bord" di mio fratello, che non ha mai avuto il tempo di finire.......
forse aveva messo da parte tutte queste cose per farci il "corredo" per il grande giorno, o forse semplicemente anche lei avrebbe voluto e sognava una vita un po' piu' normale....
....non ho ancora aperto le borse, piene di carte e documenti....lo faro'!
forse aveva messo da parte tutte queste cose per farci il "corredo" per il grande giorno, o forse semplicemente anche lei avrebbe voluto e sognava una vita un po' piu' normale....
....non ho ancora aperto le borse, piene di carte e documenti....lo faro'!
venerdì 25 dicembre 2015
un Natale...
un Natale non Natale, come tanti altri, anzi meno Natale degli altri...e non solo perche' non c'e' la neve. tante altre volte ho passato il Natale senza neve e gia' quando ero bambino sentivo dire ai vecchi del paese NON E' PIU' IL NATALE DI UNA VOLTA, NON NEVICA PIU'.
un Natale senza amore, senza dolcezza, nemmeno quella dei cioccolatini di cui mi abbuffavo in questi giorni. un Natale di rimpianti, senza presepe, senza albero, pochi addobbi, proprio solo l'inutile essenziale.
non e' Natale se non e' Famiglia...e per me non lo e' mai stato e non lo sara' mai piu'!....
immagino il ritrovarsi delle famiglie normali in questi giorni, il pranzo tutti insieme, i doni, le chiacchiere, la felicita' dei bimbi...e soprattutto il calore, quel calore che soltanto un vero Natale puo' portare....immagino...immagino!
un Natale senza amore, senza dolcezza, nemmeno quella dei cioccolatini di cui mi abbuffavo in questi giorni. un Natale di rimpianti, senza presepe, senza albero, pochi addobbi, proprio solo l'inutile essenziale.
non e' Natale se non e' Famiglia...e per me non lo e' mai stato e non lo sara' mai piu'!....
immagino il ritrovarsi delle famiglie normali in questi giorni, il pranzo tutti insieme, i doni, le chiacchiere, la felicita' dei bimbi...e soprattutto il calore, quel calore che soltanto un vero Natale puo' portare....immagino...immagino!
mercoledì 23 dicembre 2015
quel bimbo
guardo la foto di quel bimbo, un bimbo mingherlino, sempre vestito per bene, biondo, con un sorriso - quando sorride - con le fossette...chi sa cosa pensava quel bambino? vorrei tornare nella sua testa, sicuramente aveva dei sogni...ma quali? non era ancora tempo di preti, ne' bambole, ne' canzoni...vorrei tornare ad avere il piacere della scoperta...gia' le scoperte di allora: le vecchie stampe religiose e dei reali nel solaio, i servizi di bicchieri in disuso che di tanto in tanto andavo a prendere per lavarli e rimetterli poi al loro posto, la scatola con le fotografie ingiallite, i racconti della nonna...forse bastava poco a quel bimbo per essere felice: un dolce, una favola, un complimento, una carezza....come era facile la felicita'!....mi sforzo, ma proprio non riesco ad immaginare e ricordare i miei pensieri di allora....ma ci devo riuscire; voglio tornare quel bambino...e non soltanto adesso che e' Natale!
domenica 6 dicembre 2015
MAGNA NETA E BARBA MINI
zio Domenico e zia Anna, marito e moglie. lui fratello di Nena, lei madrina di mia madre (infatti la chiamava MAREINA). sono proprio loro i protagonisti di un racconto di Massimo Ottolenghi, racconto che da' il titolo al libro stesso: IL PAESE DEL DARVINDUNQUE....gia', "darvindunque", questa strana parola che la zia si era inventata e che infilava a sproposito in ogni discorso (in realta' mia madre diceva che la parola era un'altra, ma non ricordava quale). si sono voluti tanto bene Domenico ed Anna, erano sempre insieme....forse per questo mia madre quando lesse il racconto ci rimase un po' male, perche' nel racconto si parla anche di qualche sberla e tra due che si vogliono bene sberle non ce ne devono essere ed io a dirle "ma dai mamma e' solo un racconto!"....comunque...
"il suo nome in paese ormai lo conoscevano solo piu' in pochi, lo usavano raramente. solo qualcuno lo ricordava ancora quando si rivolgeva a lei direttamente, per riguardo, se non altro, a suo marito.
Mini d'la luce, oltre ad essere un bell'uomo, era l'uomo piu' importante e indispensabile. era stato lui a portare la prima lampadina in paese, a mostrarla in giro a chi poteva, per poi costruire la centralina giu' al salto e collegare tutti quei fili tirati alla buona tra alberi e pali, sino alle case piu' importanti. meraviglie imparate in due guerre...sempre accompagnato dalla moglie, la lasciava fuori con l'ombrello, per discrezione o forse per prudenza...era un vero signore. quando gli scappava un'imprecazione, la pronunciava compunto e sempre a mezza voce. anche le sberle che allungava alla moglie erano sempre contenute...quasi una carezza fulminea, un intervento terapeutico...una cura dovuta, necessaria per il suo bene, per tentare di aiutarla a vincere quel suo tic...era piu' forte di lei, di ogni suo sforzo. quella maledetta parola non riusciva a fermarla, ne' a trattenerla...parola dal potere magico quel DARVINDUNQUE, che, pronunciata lentamente, le riempiva la bocca e le scioglieva l'anima. parola in cui lei non conosceva il significato e che proprio per quel motivo l'aveva affascinata. parola ostrogota, che aveva un suo mistero, come quelle che dice il prete per avvicinare Dio....."
"il suo nome in paese ormai lo conoscevano solo piu' in pochi, lo usavano raramente. solo qualcuno lo ricordava ancora quando si rivolgeva a lei direttamente, per riguardo, se non altro, a suo marito.
Mini d'la luce, oltre ad essere un bell'uomo, era l'uomo piu' importante e indispensabile. era stato lui a portare la prima lampadina in paese, a mostrarla in giro a chi poteva, per poi costruire la centralina giu' al salto e collegare tutti quei fili tirati alla buona tra alberi e pali, sino alle case piu' importanti. meraviglie imparate in due guerre...sempre accompagnato dalla moglie, la lasciava fuori con l'ombrello, per discrezione o forse per prudenza...era un vero signore. quando gli scappava un'imprecazione, la pronunciava compunto e sempre a mezza voce. anche le sberle che allungava alla moglie erano sempre contenute...quasi una carezza fulminea, un intervento terapeutico...una cura dovuta, necessaria per il suo bene, per tentare di aiutarla a vincere quel suo tic...era piu' forte di lei, di ogni suo sforzo. quella maledetta parola non riusciva a fermarla, ne' a trattenerla...parola dal potere magico quel DARVINDUNQUE, che, pronunciata lentamente, le riempiva la bocca e le scioglieva l'anima. parola in cui lei non conosceva il significato e che proprio per quel motivo l'aveva affascinata. parola ostrogota, che aveva un suo mistero, come quelle che dice il prete per avvicinare Dio....."
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