ma i tempi bui erano alle porte; non mi piacevo, non sapevo chi ero e nemmeno chi volessi essere... a parte qualche rara incursione in feste di paese o pseudo-discoteche, il silenzio.
non ero un animale notturno, il casino, il rumore, la ressa mi davano fastidio. solo una volta ogni tanto, magari quando ero in vacanza, mi lasciavo tentare. a Rimini/Riccione scoprii un enorme struttura che oltre ad avere una grande discoteca disponeva anche di un angolo piano-bar. quando fui la' non resistetti e mi proposi per cantare un pezzo. scelsi la mitica "io che non vivo piu' di un'ora senza te" di Pino Donaggio. rimasero tutti a bocca aperta e fini' che praticamente la serata divento' mia, nel senso che continuai a duettare con la cantante scritturata fino alla fine.
poi un caraoche o due... ad Ala, al parco giochi, fu la volta di "c'era un ragazzo" di Morandi e "4/3/1943" di Dalla
peccato! di tutte queste volte, mai una che ci fossero anche i miei ad ascoltarmi... forse la loro iniziale vergogna si sarebbe potuta trasformare in contentezza e magari avrebbero potuto essere orgogliosi di me!
domenica 7 novembre 2010
canzoni 2
e c'erano poi le varie recite scolastiche, dove naturalmente mi facevano cantare. ricordo ad esempio quella di un carnevale quando facevo ancora le elementari, cantai "la rivoluzione" di Gianni Pettenati; dato che era proprio all'inizio della rappresentazione Don Botta se ne usci' con una battuta divertita "ah cominciamo bene se cominciamo con la rivoluzione!"
le cose diventarono piu' serie nelle medie. in prima a Natale mi fecero cantare "angeli negri" di Fausto Leali. era stato studiato tutto nei minimi dettagli... io dovevo interpretare la parte di un bambino di colore che si rivolgeva ad un pittore mentre stava dipingendo la sua opera; dunque mi colorarono la faccia e le mani di nero e mi misero sul palcoscenico del cinema parrocchiale di Ceres insieme ad un robusto ragazzo di terza vestito da pittore che stava davanti ad una tela.
fu un successo!
sempre in quel periodo mi capito' di cantare durante un veglione presso l'hotel Piemonte di Lanzo.ero stato invitato in quanto amico del figlio del maresciallo della finanza locale che si dilettava a suonare la chitarra; dunque lui suonava ed io cantavo. i pezzi scelti per quell'occasone furono "quelli eran giorni"della Cinguetti, "l'estate di Dominique" di Anna Marchetti e di nuovo "casa bianca". a parte il secondo pezzo non ando' benissimo, in quanto lui si ostinava a suonare tutto un tono piu' basso del mio, ma qualche applauso arrivo' lo stesso... nessun fischio, perche' non si poteva fischiare al figlio del maresciallo, solo un po' di delusione...
ando' molto meglio in occasione di due minifestival organizzati a livello scolastico sempre al cinema di Ceres; il primo anno mi fecero cantare "la nostra favola" di Jimmy Fontana (che non mi piaceva, ma non osai obbiettare), il secondo fu la volta di "la playa - e se nessuno si innamorera' di me" che avevo sentito cantata a canzonissima dalla Sannia e che mi piaceva tanto (accompagnato con la fisarmonica dal professore di ginnastica)... fu un successo inaspettato, anche perche' alla vigilia tutti mi dicevano "ma cosa canti quella cosa li', sarebbe meglio qualcosa di moderno!". vinsi e cominciai ad essere oggetto di interesse da parte di alcune ragazzine che mi vedevano cosi' diverso da tutti gli altri...
ma il miglior exploit fu in un concorso estivo tenutosi sempre a Ceres. in valle ero famoso e venni invitato a partecipare niente po' po' di meno che dal segretario comunale in persona. gli altri partecipanti - tutti piu' grandi di me a parte uno - erano agguerriti e preparati e portavano cose molto moderne: gruppi che cantavano in inglese, veri e propri complessini. risero quando seppero alle prove che io volevo fare "fin che la barca va" di Orietta e " il mare in cartolina" della Iannetti... ebbene, stravinsi e il teatro veniva giu' dagli applausi!
le cose diventarono piu' serie nelle medie. in prima a Natale mi fecero cantare "angeli negri" di Fausto Leali. era stato studiato tutto nei minimi dettagli... io dovevo interpretare la parte di un bambino di colore che si rivolgeva ad un pittore mentre stava dipingendo la sua opera; dunque mi colorarono la faccia e le mani di nero e mi misero sul palcoscenico del cinema parrocchiale di Ceres insieme ad un robusto ragazzo di terza vestito da pittore che stava davanti ad una tela.
fu un successo!
sempre in quel periodo mi capito' di cantare durante un veglione presso l'hotel Piemonte di Lanzo.ero stato invitato in quanto amico del figlio del maresciallo della finanza locale che si dilettava a suonare la chitarra; dunque lui suonava ed io cantavo. i pezzi scelti per quell'occasone furono "quelli eran giorni"della Cinguetti, "l'estate di Dominique" di Anna Marchetti e di nuovo "casa bianca". a parte il secondo pezzo non ando' benissimo, in quanto lui si ostinava a suonare tutto un tono piu' basso del mio, ma qualche applauso arrivo' lo stesso... nessun fischio, perche' non si poteva fischiare al figlio del maresciallo, solo un po' di delusione...
ando' molto meglio in occasione di due minifestival organizzati a livello scolastico sempre al cinema di Ceres; il primo anno mi fecero cantare "la nostra favola" di Jimmy Fontana (che non mi piaceva, ma non osai obbiettare), il secondo fu la volta di "la playa - e se nessuno si innamorera' di me" che avevo sentito cantata a canzonissima dalla Sannia e che mi piaceva tanto (accompagnato con la fisarmonica dal professore di ginnastica)... fu un successo inaspettato, anche perche' alla vigilia tutti mi dicevano "ma cosa canti quella cosa li', sarebbe meglio qualcosa di moderno!". vinsi e cominciai ad essere oggetto di interesse da parte di alcune ragazzine che mi vedevano cosi' diverso da tutti gli altri...
ma il miglior exploit fu in un concorso estivo tenutosi sempre a Ceres. in valle ero famoso e venni invitato a partecipare niente po' po' di meno che dal segretario comunale in persona. gli altri partecipanti - tutti piu' grandi di me a parte uno - erano agguerriti e preparati e portavano cose molto moderne: gruppi che cantavano in inglese, veri e propri complessini. risero quando seppero alle prove che io volevo fare "fin che la barca va" di Orietta e " il mare in cartolina" della Iannetti... ebbene, stravinsi e il teatro veniva giu' dagli applausi!
sabato 6 novembre 2010
canzoni
"le canzoni sono solo canzoni"... sembra poco e invece e' tanto. sono spesso la colonna sonora della nostra vita. riascoltando una canzone ti verranno magari in mente tante cose: un periodo particolare, una persona che non c'e' piu', un amore, un sogno sfumato, ecc.ecc.
tante sono le canzoni che considero dei paletti importanti in mezzo ai quali ho disceso i miei giorni.
mi ero impossessato del vecchio giradischi dei miei e di qualche 78 e 33 giri; mia madre dice che mettevo sempre su un pezzo di San Remo cantato da Nicla di Bruno che si intitolava "fragole e cappellini" e che cantavo spesso quel pezzo andando all'asilo.
io invece ricordo che uno dei primi regali di Natale furono proprio tre 45 giri: "l'esercito del surf" di Catherine Spack , "viva la pappa col pomodoro" di Rita Pavone e "non ho l'eta' " di Gigliola Cinguetti.
...e mi piaceva talmente tanto quel marchingegno che girava e buttava fuori musica e su quella musica cantarci anch'io che di dischi me ne regalarono tanti altri. il cuoco di quell'anno ad esempio mi porto' "tu sei quello"... e fu cosi che feci conoscenza e praticamente mi innamorai di Orietta Berti. di Orietta subito dopo arrivarono "io ti daro' di piu' " e "quando la prima stella", che mi piaceva cantare insieme a Titi mentre asciugavo i piatti.
... ma la prima canzone IMPORTANTE fu per me - sempre di Orietta - "io tu e le rose".
la cantai - con tanto di vera orchestrina alle mie spalle - per due anni di seguito alla festa dei bambini del mio paese, in quello che era il mitico per quei tempi Gran Bar Maronero.
ero forse un piccolo mostriciattolo - cosi' come i bambini che adesso vanno tanto di moda in varie trasmissioni televisive - e il proprietario del locale mi aveva chiamato a cantare. nei due anni, oltre a "io tu e le rose" feci anche "corriamo" di Isabella Iannetti, "casa bianca" di Marisa Sannia, "la rosa nera" di Gigliola Cinguetti e - la piu' adatta per la circostanza - "il valzer del moscerino" dallo zecchino d'oro... quella che piacque di piu' e per la quale venivo spesso ricordato da alcuni presenti fu pero' "io tu e le rose" che piaceva tanto anche alla mia Nena, che pure non aveva nemmeno la radio e che conosceva soltanto due cantanti: una era appunto Orietta che lei chiamava "quella delle rose" e l'altro era Domenico Modugno, che storpiava in Mognugno.
tante sono le canzoni che considero dei paletti importanti in mezzo ai quali ho disceso i miei giorni.
mi ero impossessato del vecchio giradischi dei miei e di qualche 78 e 33 giri; mia madre dice che mettevo sempre su un pezzo di San Remo cantato da Nicla di Bruno che si intitolava "fragole e cappellini" e che cantavo spesso quel pezzo andando all'asilo.
io invece ricordo che uno dei primi regali di Natale furono proprio tre 45 giri: "l'esercito del surf" di Catherine Spack , "viva la pappa col pomodoro" di Rita Pavone e "non ho l'eta' " di Gigliola Cinguetti.
...e mi piaceva talmente tanto quel marchingegno che girava e buttava fuori musica e su quella musica cantarci anch'io che di dischi me ne regalarono tanti altri. il cuoco di quell'anno ad esempio mi porto' "tu sei quello"... e fu cosi che feci conoscenza e praticamente mi innamorai di Orietta Berti. di Orietta subito dopo arrivarono "io ti daro' di piu' " e "quando la prima stella", che mi piaceva cantare insieme a Titi mentre asciugavo i piatti.
... ma la prima canzone IMPORTANTE fu per me - sempre di Orietta - "io tu e le rose".
la cantai - con tanto di vera orchestrina alle mie spalle - per due anni di seguito alla festa dei bambini del mio paese, in quello che era il mitico per quei tempi Gran Bar Maronero.
ero forse un piccolo mostriciattolo - cosi' come i bambini che adesso vanno tanto di moda in varie trasmissioni televisive - e il proprietario del locale mi aveva chiamato a cantare. nei due anni, oltre a "io tu e le rose" feci anche "corriamo" di Isabella Iannetti, "casa bianca" di Marisa Sannia, "la rosa nera" di Gigliola Cinguetti e - la piu' adatta per la circostanza - "il valzer del moscerino" dallo zecchino d'oro... quella che piacque di piu' e per la quale venivo spesso ricordato da alcuni presenti fu pero' "io tu e le rose" che piaceva tanto anche alla mia Nena, che pure non aveva nemmeno la radio e che conosceva soltanto due cantanti: una era appunto Orietta che lei chiamava "quella delle rose" e l'altro era Domenico Modugno, che storpiava in Mognugno.
lunedì 1 novembre 2010
passeggiata sotto la pioggia
Rochi, il mio primo cane

R0chi e' stato il mio primo cane. era un bel segugio nero e non ricordo nulla riguardo al suo arrivo. e' stato un grande accompagnatore di passeggiate, mie e dei clienti ed era un buon cacciatore. nei periodi di caccia ci veniva infatti a volte chiesto in prestito o si aggregava lui ad altre mute; magari non lo vedevamo per giorni e poi tornava...
ma allora ero troppo bambino per rendermi conto del bene che sicuramente mi ha voluto... spero di poter recuperare!
Rocchino e Mirka... le meteore
Rocchino era un cucciolo di "razza da topo" - cosi' come diceva mio padre - Mirka invece era un cucciolo di volpino bianco e nero. non ricordo perche', ma arrivarono tutti e due in famiglia praticamente insieme; forse uno ci era stato regalato e l'altro era stato cercato.
in quanto cuccioli erano vivaci e spesso si azzuffavano tra di loro, forse piu' per gioco che per altro.
non avemmo la possibilita' di amarli ne' di farci amare perche' rimasero con noi pochissimi mesi; morirono tutti e due sotto una macchina esattamente a una settimana di distanza l'uno dall'altra.
in quanto cuccioli erano vivaci e spesso si azzuffavano tra di loro, forse piu' per gioco che per altro.
non avemmo la possibilita' di amarli ne' di farci amare perche' rimasero con noi pochissimi mesi; morirono tutti e due sotto una macchina esattamente a una settimana di distanza l'uno dall'altra.
Dick il volpino

Dick era un bel volpino bianco e marrone. ce lo aveva portato una famiglia di Torino che non poteva piu' tenerlo; dunque quando arrivo' da noi non era piu' un cucciolo, ma si abituo' subito alla nostra famiglia e alla liberta' del paese, lui che era un cittadino...
come un po' tutti i volpini era abbastanza vivace, ma con noi era dolcissimo.
girava libero per il paese e tra i suoi compiti si era eletto come accompagnatore di mio fratello; tutte le mattine andava con lui all'asilo e poi tornava a casa solo soletto.
purtroppo un giorno torno' fertito, praticamente dilaniato... si era azzuffato o meglio era stato aggredito da un gruppo di cani da pastore.
ricordo quell'ultima mattina, quasi non riusciva a muoversi... eppure segui' mio fratello, ando' a stento fin sul terrazzo e almeno con lo sguardo lo accompagno' all'asilo fin dove poteva vedere anche quel giorno... mori' di li' a poco.
Dick, uno dei tanti esempi di dedizione e fedelta'!
Iscriviti a:
Post (Atom)




