


qui, seduto sul mio letto, guardo fuori; guardo ma non vedo niente, se non il bianco della neve e l'immobilita' delle cose.
il sole ancora non tocca i tetti e soltanto ingiallisce le cime; non un cinguettio, il silenzio dell'inverno mette i brividi, brividi non di freddo ma di solitudine.
chi sa quante volte anche tu avrai guardato il mondo con questi occhi e con la consapevolezza di chi non si aspetta piu' nulla: poco da dare, niente da ricevere.
... la tua casa: una stanza buia, due piccole finestre e poca luce; una vecchia stufa sempre da rifocillare per non morire dal freddo, acqua e gabinetto sul balcone... e soprattutto negli ultimi tempi il costante brusio di una radio con le pile scariche che ti serviva piu' che altro come compagnia, tu che vedevi solo piu' delle ombre e dunque non riuscivi nemmeno a leggere per far passare il tempo.
... e pensare che, forse, anche allora sarebbe bastato cosi' poco!
... ero per te il figlio che non hai mai avuto;ti accontentavi di vedermi arrivare ogni sera, ma so che non poteva bastare per riempire un giorno ed una vita...
sei stata povera Titi, eppure mi hai sempre salutato con un sorriso!... e quanti libri illustrati di fiabe mi hai comprato quando venivi a prendermi all'asilo!!!
quando stavi bene eri bella rotonda;allegra nonostante, sembravi il ritratto della salute. ricordo che allo zoo ti eri innamorata dell'ippopotamo, forse per solidarieta' con le sue forme...
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