sono le sette e trenta di sera... esco di casa, cena fuori... sotto uno dei tanti alberi di corso Racconigi una piccola cosa si muove appena appena... e' un passerotto, forse caduto dal nido nascosto tra i rami in alto (o forse rifiutato?). mi fermo un attimo, mi fa pena; penso alla sua paura, al suo sentirsi perduto... penso forse alla disperazione della sua mamma che non lo trova piu'... penso e prego un attimo anche per lui, che Dio lo aiuti!... ma dopo un po' me ne vado... come potrei aiutarlo? forse e' meglio lasciarlo li', sua madre verra' a recuperarlo...
sono le dieci di sera, faccio la strada all'inverso e... eccolo ancora li', nello stesso punto di prima, in mezzo alla gente che porta a spasso i cani... di nuovo mi fermo titubante, lo guardo, addirittura gli parlo... non resisto e - quasi vergognandomi - lo raccolgo... e' piccolissimo , riesco a tenerlo chiuso in una mano... penso "probabilmente me ne pentiro', ma lo porto a casa!"
una volta a casa lo poso in un vaso sul balcone, tanto non c'e' pericolo che salti giu', dato il piccolo muretto iniziale prima che incominci la ringhiera... mi fa tanta tenerezza... vado a dormire e penso che probabilmente domani mattina non lo trovero' piu' in vita...
... ma l'indomani invece vengo svegliato da un cinguettio... e' lui che saluta il giorno o forse invoca l'aiuto della sua mamma e di qualche suo simile...
vado al lavoro e nella pausa pranzo mi precipito a casa, piu' per vedere come sta che per mangiare e... sorpresa... vedo che e' in compagnia di altri passeri... sembrano arrivati incuriositi dal suo richiamo, ma anche per aiutarlo... saltellano intorno e davanti a lui, come per dirgli "seguici!", ma lui e' troppo piccolo per saltare sul muretto e dileguarsi... per non disturbarli non apro la porta e rimango a guardarli da dietro la tenda... a un certo punto prendono il volo e vedo che lui alza gli occhietti per seguirli con lo sguardo.... sembra dire "perche' voi si' ed io no? vorrei volare anch'io in quel cielo che invece non mi vedra' mai arrivare!"
torno al lavoro e penso al passerotto... cosa posso fare per lui? dovra' ben mangiare per vivere e con la mollica e le briciole imbevute non funziona!...
idea!... la sera torno a casa con delle uova ed una siringa... provero' ad imbeccarlo... faccio cuocere un uovo, prendo il rosso, lo schiaccio con una forchetta, mescolo il tutto con un po' d'acqua e... la pappa e' pronta!... con la siringa senza ago tento l'impresa, ma e' un impresa quasi impossibile; il passerotto non sa ancora mangiare da solo - e' abituato ad essere imbeccato dalla mamma - ed io ho paura di fargli male ad aprirgli il becco in malomodo... bene o male comunque qualcosa mangia, anche se e' piu' quel che gli spruzzo addosso che non quello che manda giu'...
... di nuovo vado a letto pensando che l'indomani non lo trovero' piu'... e invece...
.. la stessa storia si ripete anche il giorno dopo e il giorno dopo ancora... ma... devo prendere dei provvedimenti, lo devo fare per lui, che - anche se sembra apprezzare quando lo prendo tra le mie mani (forse gli ricordano il nido) - e' comunque sempre piu' debole... non puo' andare avanti cosi'!
... cosi' mi documento in internet, provo a contattare la LIPU, ma nessuno risponde. a un certo punto leggo da qualche parte del Centro Veterinario Universitario di Grugliasco e decido: e' li' che lo portero'!

... cosi' questa sera - dopo il lavoro - prendo il passerotto, lo poso su un letto di scottex in una scatola da scarpe, ne buco il coperchio perche' la creatura possa respirare e mi avvio verso la macchina, ma... appena fuori dal portone incontro un ragazzo che vedendo il mio fardello mi chiede cos'e'... io gli racconto la storia e lui mi dice "no non portarlo la'; la' semplicemente lo sopprimono, tienilo tu!"... sono sempre piu' combattuto... come posso tenerlo io? perche' dovrebbero sopprimerlo che quando ho telefonato per informarmi sono stati cosi' gentili? io lo porto la' per il suo bene ed in buona fede... e infatti parto!
... e la' arrivo! incontro persone gentili che prendono la creatura e naturalmente verbalizzano... gli danno subito un po' da mangiare e vedo che i loro modi non sono poi molto diversi dai miei (anche loro con una siringa senza l'ago), sono solo un po' piu' decisi, mi dicono "e normale fargli un po' male per aprirgli il becco, ma poi imparera' e lo fara' da solo!"
... lo sistemano in una gabbietta da solo e lo accarezzo con gli occhi per un'ultima volta... sono emozionato e ho gli occhi umidi (che vergogna!)...

... prima di andarmene mi dicono comunque che dovrebbe farcela... con loro per una settimana, per rinforzarsi, poi per un mese in una voliera ad Avigliana e poi - se tutto e' normale - liberta'!
sono triste ma sollevato e allo stesso tempo quasi felice, forse ho fatto bene!... forse ho fatto del bene!
buona fortuna passerotto! se non ti ho fatto del male ricordati di me!