
"quando ero soldato
beato me
non c'era la guerra
e adesso c'e'
l'han dichiarata
tutti d'accordo
contro di me"
cantava cosi' Lucio Dalla negli anni '60...
in effetti...
tanti ricordi - bei ricordi - di quell'anno lontano da casa... forse semplicemente perche' a quell'eta' si hanno si' tante paure (io poi sono sempre stato un fifone e ne avevo di piu' degli altri), ma anche tante speranze....
ricordo i timori per le punizioni (anche se non sono mai stato punito), la paura degli scherzi (ma per fortuna non ne ho subiti se non piccolezze), l'attesa del permesso o della licenza per poter tornare a casa, la tristezza del rientro quando dovevo ritornare.
ricordo comunque l'umanita' che ho incontrato dietro quelle divise e nonostante quella apparentemente assurda disciplina...
il Tenente Baruzzi che mi scelse per tenere i registri della classe durante il corso "c'e' un ragioniere tra di voi?" , io fui tra quelli che alzarono la mano e forse fui notato e scelto proprio perche' la alzai di meno degli altri.... la cosa fece si' che tutto il plotone comincio' a chiamarmi amichevolmente " 'u raggiunie' " e soprattutto - avendo quel compito fisso - non fui mai chiamato a compiere altri servizi magari meno gradevoli, tipo le pulizie e la mensa.
sempre il Tenente Baruzzi ... riunendo tutta la compagnia per farci una romanzina a causa di schiamazzi che aveva notato sul treno (rientro in caserma la domenica sera) "si alzino quelli che erano sul treno ieri sera e che facevano quel casino". io ero presente e pur non avendo fatto casino mi sentivo comunque coinvolto; mi alzai anche io, temendo che la prossima licenza sarebbe saltata.... e lui "no, tu eri tra loro, ma non c'entri"
il Colonnello Procchio, persona apparentemente inflessibile, aria da duce.... alla fine del corso chiesi di rimanere alla scuola. mi convoco' per conoscermi meglio. impaurito mi presentai nel suo ufficio; quasi non persi l'equilibrio mettendomi sull'attenti e tentando di battere i talloni come vedevo fare agli altri... "di dove sei?" "di Ala di Stura" "Ala di Stura? provincia di?".... ero cosi' agitato che mi usci' un "in provincia di Lanzo".
sempre il Colonnello Procchio che tutte le mattine assisteva dalla finestra del suo ufficio alla cerimonia dell'alza bandiera, cerimonia che mi era invece risparmiata salvo nei periodi estivi, quando i sotto-ufficiali erano quasi tutti in ferie e allora scelsero proprio me a fare il "sotto-ufficiale di giornata", figura che doveva tra l'altro alzare la bandiera sul pennone -io che a queste cose non ci ho mai creduto! - .... e infatti la bandiera rimase incastrata a meta' salita e io che non sapevo se ridere o piangere...
e poi i commilitoni, soprattutto durante il corso tantissimi marchigiani... peccato non ho piu sentito nessuno, ma del resto non sono mai stato un tipo simpatico e devono avermi dimenticato in fretta.... anche nelle ore di libera uscita, non andavo mai con loro a divertirmi, preferivo magari andare al cinema o a mangiare qualcosa di buono (mi piaceva il Regis, quell'atmosfera calda e familiare che mi ricordava un po' casa mia). qualche compagno di corso pero' lo ricordo piu' di altri... l'emiliano Fantuzzi ad esempio (tipo tranquillo come me), il veneto Carollo (mio compagno di branda, lui sotto io ai piani alti), il marchigiano di origini siciliane Cirafici (gran buon cuore e generosita', divideva con me le prelibatezze che si portava da casa), il marchigiano Cagafrullo (quante risate per quel nome!), e poi Ceccini, Cerquetella, Bucchi, Orefice, Finali, Candido, Zappala'...
divertente l'episodio della visita al salone dell'auto... eravamo ancora allievi e dunque avevamo si' la divisa da carabiniere, ma non eravamo ancora armati (la divisa era obbligatoria anche in libera uscita a quei tempi). decidemmo di andare al salone dell'auto di Torino (mi aggregai anche io pur essendo sempre riuscito a distinguere a malapena una cinquecento da una ferrari)... arrivati a Porta Nuova, vicini ad una cabina telefonica stavamo aspettando il pullman che ci avrebbe portati al salone quando una signora si precipito' verso di noi dicendo "fate qualcosa, corretegli dietro, prendetelo.... mi ha appena scippato".... e Zenere se ne usci con un "non possiamo muoverci di qui, noi siamo piantoni alla cabina!"...
e poi finito il corso gli altri compagni, anche loro spariti nel nulla del tempo che passa; Falchero, Carbone, Procoppio, Pazzaglia (con quest'ultimo avevo legato di piu' essendo tutti e due tipi piuttosto tranquilli)...
e anche quei tempi li lego a delle canzoni, a due in particolare.... la prima e' MARGHERITA di Cocciante. ho sempre trovato tristissima questa canzone... un amico si era comprato il disco e mi chiamo' per ascoltarlo propio poco prima di una partenza da casa per l'ennesimo rientro in caserma (forse ho sempre collegato questa canzone alla partenza e al "distacco " e ancora oggi quando la ascolto mi rattristo un po'); l'altra canzone e' DANCING QUEEN degli Abba che in quel periodo imperversava nei juke box